
“Perché aspettare
ancora se è tutto pronto? Il 5 giugno sono state trovate masse
ferrose nel fiume Trigno riconducibili forse all’auto di mio
fratello Mino. Prima attendiamo la burocrazia, poi saltano fuori
gli ordigni bellici e passa altro tempo per trovare una ditta
specializzata per dragare il fiume. Oggi, 24 agosto, è ancora
tutto fermo”. Nuovo appello alle istituzioni da parte della
famiglia di Domenico Racanati, l’uomo di Bisceglie disperso con
la propria auto a seguito del crollo del ponte sulla statale 16
il 2 aprile scorso. A distanza di 5 mesi il corpo non è stato
ritrovato e oggi la sorella, Marisa Racanati, affida ancora una
volta a Facebook una lettera alle autorità. “Mio fratello ha il
diritto di tornare a casa – scrive -. Noi chiediamo a gran voce:
basta promesse. Basta attese”.
Anche la moglie Vanessa sui social chiede il ritrovamento del
marito. “Mancano pochi giorni al 2 settembre. Quel giorno
saranno 5 mesi dalla sua scomparsa senza sapere dove sia mio
marito e senza avere una risposta definitiva – scrive -. Sto
ancora aspettando la data precisa in cui verrà effettuato il
dragaggio. Sono stanca e continuo a chiedermi perchè è passato
tutto questo tempo. Mio marito non è una pratica burocratica,
non è un fascicolo, non è un numero. Ora basta aspettare.
Rivoglio mio marito. Non può essere dimenticato sotto quel
fiume”.
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Fonte Ansa.it