
(ANSA) – ANCONA, 03 MAR – Nelle Marche finora gli “arrivi
sono graduali e sporadici e organizzati da familiari e
conoscenti” e “le esigenze logistiche da affrontare sono legate
soprattutto agli aspetti sanitari, alla regolarizzazione della
presenza dei profughi per i permessi di soggiorno, alle esigenze
abitative e ai sostegni economici”. Per “l’esame dei flussi dei
profughi, legati all’evolversi del conflitto in atto, è stato
costituito un coordinamento per la gestione dell’emergenza.
La decisione è stata presa oggi durante una riunione in
videoconferenza tra Regione, rappresentata dall’assessore
Aguzzi, e dai vertici della Protezione Civile, dalle Prefetture
delle Marche (Prefetto di Ancona Pellos, Prefetto di Fermo
Filippi, Prefetto di Ascoli Piceno De Rogatis, Viceprefetto
Vicario di Pesaro e Urbino Milan e Viceprefetto Vicario di
Macerata D’Amico) e dall’Anci Marche rappresentata
dall’Assessora comunale di Ancona Emma Capogrossi per affrontare
congiuntamente aspetti organizzativi connessi all’arrivo di
profughi ucraini nel territorio marchigiano.
E’ stato previsto che gli “enti Locali potranno segnalare
tempestivamente alle autorità di pubblica sicurezza e sanitarie
la presenza nei propri territori di cittadini ucraini arrivati a
seguito del conflitto”. Come stabilito dalle autorità statali, “ai profughi sarà rilasciato un permesso di soggiorno con
validità per alcuni mesi”. Il Sistema sanitario della Regione
diramerà istruzioni per l’assistenza sanitaria del caso. La
Regione valuterà l’utilizzo dell’Hotel Covid, per il quale era
stata prevista la chiusura il 31 marzo prossimo, per la
quarantena dei cittadini ucraini in questione. Il coordinamento “ricercherà soluzioni abitative disponibili alla ospitalità di
profughi”. Ribadita la possibilità di utilizzo di Cas (Centri di
Accoglienza Straordinaria) gestite dalle Prefetture e Sai
(Sistema di Accoglienza ed Integrazione) gestite dagli enti
locali, destinate ai richiedenti protezione internazionale. Il
coordinamento regionale resta in stretto contatto con il Sistema
Nazionale di Protezione Civile, il Ministero dell’Interno e il
Ministero della Salute per adeguare gli aspetti
organizzativo-logistici legati all’accoglienza dei profughi.
(ANSA).
Fonte Ansa.it