
(ANSA) – FERMO, 24 AGO – Telefonate assillanti e
pedinamenti, anche durante il lockdown, alla donna di cui si è
invaghito. Un uomo del Fermano non è stato fermato nei propri
continui atti persecutori né dalle restrizioni anti-Covid (gli
agenti lo avevano rintracciato nei pressi del posto dove lei
lavora e denunciato per porto abusivo di alcuni oggetti), né da
provvedimenti cautelari (dal divieto di avvicinamento fino agli
arresti domiciliari imposti a fine 2020). Aveva violato il
divieto di avvicinarsi e, una volta terminati i domiciliari
irrogati proprio per questo motivo, aveva insistito nella
propria condotta. Ora la Questura di Fermo ha imposto allo
stalker il divieto di dimora nel Comune dove la donna lavora e
abita e dove anche lui finora abitava con la propria famiglia.
La misura cautelare è stata eseguita dalla Squadra Mobile:
l’uomo ha dovuto lasciare il Comune nel quale non può dimorare e
potrà rientrarvi solo per i motivi ed il tempo strettamente
necessari e con specifica autorizzazione.
A causa degli atti persecutori compiuti dall’indagato, la
vittima era stata costretta a porre limiti alla propria libertà
di circolazione, di incontri, di lavoro, insomma alla propria
vita, per il continuo timore di incrociare lo sguardo di quella
persona, di vederlo per strada o presso il luogo di lavoro, di
ricevere telefonate anonime, di accorgersi di essere inseguita
dall’uomo che neppure le misure cautelari e l’aiuto psicologico
hanno convinto a desistere da comportamenti vessatori. (ANSA).
Fonte Ansa.it