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Vulcani, raggi X per seguire il magma da dentro

Fabio Arzilli, ricercatore della
Sezione di Geologia della Scuola di Scienze e Tecnologie di
Unicam, fa parte del team che ha sviluppato un nuovo apparato
sperimentale trasparente ai raggi X che permette di riprodurre
le condizioni di pressione e temperatura del magma al di sotto
dei vulcani e di osservare i processi magmatici in tempo reale e
che potrà aprire nuove opportunità per la prevenzione e la
mitigazione del rischio vulcanico.
    I vulcani possono presentare un’ampia varietà di stili
eruttivi durante l’eruzione e alcuni vulcani passano da uno
stile all’altro senza preavviso, rendendo il rischio vulcanico
ancora più elevato. “Un fattore importante che controlla gli
stili eruttivi – ha affermato Arzilli – è il modo in cui viene
rilasciato il gas disciolto nel magma”.
    La maggior parte di questo processo avviene inosservato, in
profondità nelle camere magmatiche e nei condotti vulcanici. E’
proprio per simulare ed osservare in tempo reale questo processo
in laboratorio, che un gruppo di scienziati di diverse
università tra cui appunto l’Università di Camerino,
l’Università di Manchester, l’Università di Bristol,
l’Università di Grenoble Alpes, lo University College of London,
in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Geofisica e
Vulcanologia-Osservatorio Etneo e il sincrotrone Diamond Light
Source nel Regno Unito, hanno sviluppato un nuovo apparato
sperimentale trasparente ai raggi X che permette di riprodurre
le condizioni di pressione e temperatura del magma al di sotto
dei vulcani e di osservare i processi magmatici in tempo reale.
    Questa apparecchiatura innovativa a raggi X, che consentono
di vedere attraverso il magma, permette di diminuire o aumentare
la pressione in modo controllato e osservare la formazione delle
bolle di gas nel magma in tempo reale. Gli scienziati sono stati
in grado per la prima volta di registrare e quantificare la
cinetica della formazione delle bolle di gas, l’espansione
pareti delle bolle e la loro coalescenza, simulando condizioni
di pressione e temperatura del magma da 10 km di profondità fino
alla superficie, studio che è stato appena pubblicato sulla
prestigiosa rivista scientifica internazionale Science Advances.
    “Nella mia attività di ricerca degli ultimi anni – ha
sottolineato Arzilli – mi sono occupato proprio dello sviluppo
di questa strumentazione unica, che ho testato al sincrotrone
Diamond Light Source in Gran Bretagna; una sorta di forno che
viene combinato con una linea di tomografia a raggi X, che ci
consentono di vedere cosa accade all’interno”.
    Questo nuovo apparato sperimentale apre quindi nuove
frontiere nello studio dei processi magmatici e vulcanici,
portando a una migliore valutazione dei processi che controllano
le eruzioni ed a una migliore mitigazione del rischio vulcanico.
   
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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