
È stato recentemente
completato il restauro del “Primo trittico di Valle Castellana”
di Carlo Crivelli, uno dei capolavori più preziosi del
Rinascimento marchigiano, oggi custodito presso la Pinacoteca
Civica di Ascoli Piceno. L’intervento ha riportato alla luce la
brillantezza originaria dei colori, la raffinatezza del disegno
e l’unità formale dell’opera, databile intorno al 1470,
restituendola alla collettività in tutta la sua rinnovata
bellezza.
La Diocesi di Ascoli Piceno, proprietaria del trittico,
esprime “sincera gratitudine a tutti coloro che hanno
contribuito, a vario titolo, a questo importante risultato: il
sindaco di Ascoli Marco Fioravanti, il prof. Stefano Papetti,
direttore della Pinacoteca, Rigoni di Asiago e Fondaco Italia
per aver incluso il Crivelli nel progetto “La Natura nel cuore
di…”, che celebra quest’anno dieci anni di attività; e alla
Soprintendenza, da sempre attenta alla tutela dell’opera”.
Il trittico proviene dalle chiese di Santa Maria dell’Assunta
e di San Pietro in San Vito di Valle Castellana, nel territorio
della diocesi, come attestano fonti d’archivio (ASAP – ASCAP –
Affari speciali). Trasferito ad Ascoli per un primo restauro nel
1916 su iniziativa di Federico Hermanin, il dipinto ha sempre
mantenuto la titolarità giuridica e morale della Diocesi,
nonostante nel tempo si sia fatta talvolta confusione sulla sua
appartenenza.
Oggi il restauro non ha solo risanato l’opera sul piano
estetico, ma ha anche il merito di ricordarne l’identità storica
e la legittima proprietà, con l’augurio che ne segua una
valorizzazione sempre più consapevole e condivisa.
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Fonte Ansa.it