
(ANSA) – ANCONA, 04 APR – Legambiente interviene sul tema
delle aree marine protette nelle Marche, “argomento storicamente
sottovalutato e trattato con superficialità tant’è che nemmeno
un metro quadro di spazio marino regionale risulta ancora
tutelato efficacemente”. E lo fa nel momento in cui la politica
regionale risponde “in maniera superficiale” all’ipotesi di
un’area marina protetta nel Piceno. “Istituire oggi le aree
marine protette del Conero e del Piceno significa garantire la
tutela efficace della nostra biodiversità marina che in
Adriatico è fortemente a rischio a causa dell’eccessivo sforzo
di pesca che viene attuato, ancora, con metodi insostenibili –
dice Marco Ciarulli, presidente Legambiente Marche -. Non è vero
che realizzare un’area marina protetta significa imbalsamare un
territorio, significa invece percorrere la strada della sola
tutela del mare che garantisce uno sviluppo sostenibile reale.
Le aree marine protette, come dimostrano i tanti successi delle
attuali 30 già istituite in località tra le più virtuose del
Paese, sono garanzia di partecipazione delle comunità locali
nella governance e di opportunità economica e sociale per i
territori interessati. È un fatto verificabile quanto
affermiamo, perché dove sono nate le aree marine protette
(Portofino, Sorrento, Villasimius, Favignana, Ustica) non si è
bloccata l’economia turistica né la possibilità di attraccare
con le barche e la pesca ne ha tratto beneficio, non danno; ma
dobbiamo prendere atto che solo nelle Marche si ha paura di
affrontare questi argomenti e la politica è oggettivamente
succube delle lobby e degli interessi particolari tant’è che si
ha persino paura del confronto pubblico e della discussione
partecipata. Il mare Adriatico è un hotspot di biodiversità
estremamente fragile e ad oggi in sofferenza con il 90% degli
stock ittici sovra sfruttati. Questa direzione non solo sta
danneggiando permanentemente il comparto ambientale, ma anche
tutto l’aspetto economico che ruota attorno ad esso: dalle
attività economiche legate alla pesca fino al turismo”. “In
questi anni si parla molto di sviluppo sostenibile e transizione
ecologica – prosegue Ciarulli – e se non ora quando? La politica
deve accompagnare questo processo”. (ANSA).
Fonte Ansa.it