
Ad Ascoli Piceno l’8 marzo è
stato segnato da un’azione simbolica nello spazio urbano. Nella
mattinata della Giornata internazionale della donna alcune
targhe di vie e piazze del centro sono state temporaneamente
sostituite con nuovi nomi dedicati a partigiane, rivoluzionarie
e attiviste. L’iniziativa è stata rivendicata dal Collettivo
Caciare, che ha spiegato il significato politico del gesto
collegandolo alle origini di lotta della ricorrenza.
Secondo il collettivo, l’8 marzo non deve essere ridotto a
una celebrazione simbolica. “L’8 marzo è una giornata di lotta,
ma non l’unica. È una di tutte quelle in cui lottiamo, urliamo e
ci rendiamo ancora più visibili in un mondo costruito dagli
uomini per gli uomini”, hanno dichiarato le attiviste e gli
attivisti.
L’azione ha riguardato strade che richiamano figure o momenti
legati al passato fascista e coloniale italiano. Al loro posto
sono comparsi i nomi di donne protagoniste delle lotte sociali e
politiche del Novecento. “La volontà era dare loro lo spazio che
meriterebbero in questa città, andando oltre un’uguaglianza di
facciata che spesso si limita alle parole”, spiegano dal
Collettivo Caciare.
Nel comunicato diffuso in occasione dell’iniziativa il gruppo
critica quella che definisce una narrazione istituzionale dell’8
marzo svuotata di contenuto politico. “Il concetto di
uguaglianza di cui ci si riempie la bocca in questa giornata è
spesso solo una forma di pink-washing che invita le donne a
conformarsi al sistema patriarcale”, affermano.
Le rivendicazioni toccano diversi ambiti: sicurezza negli
spazi urbani, equità salariale, condivisione del lavoro di cura
e autodeterminazione sui propri corpi e sulle proprie scelte di
vita. “Rivendichiamo il diritto di camminare per strada senza
paura, di progettare gli spazi che viviamo e di non morire per
mano di un uomo”, scrive il collettivo.
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Fonte Ansa.it