
Dai prodotti agricoli certificati e
biologici al registro delle ricette tradizionali, dagli
incentivi all’innovazione agricola per alzare il livello di
produzioni e la redditività e al welfare per i lavoratori fino
al supporto degli enti locali per la sicurezza sul territorio e
al rilancio dei borghi come “infrastruttura sociale ed
economica” per l’attrattività anche turistica. Sono alcuni degli
aspetti di un modello improntato al “benessere e alla qualità
della vita” che la Regione Marche sta sviluppando con una serie
di azioni volte migliorare ulteriormente il livello per i
residenti e far crescere l’attrattività del territorio anche in
chiave di investimenti.
Con questo obiettivo la Regione ha approvato una legge
specifica per promuovere le “Marche Terra del Benessere”. E’
stato il primo passo di un percorso che sta proseguendo. Di
tutto ciò ha parlato nel corso del nuovo format ANSA incontra
regionale, il vice presidente della Regione Enrico Rossi, assessore all’Agricoltura: “la Regione intende proseguire su
questo tipo di modello, di pianificazione e di sviluppo: al di
là dell’intervento legislativo, Marche Terra del Benessere non
vuole essere soltanto uno slogan, un payoff rispetto a attività
di valorizzazione o promozionale, ma un modello basato su asset
e pilastri importanti di cui tenere conto, che tenda alla
qualità della vita a cui il cittadino marchigiano è abituato, ma
anche in termini di “attrattività”.
La strategia della Regione ha un suo snodo chiave
nell’agricoltura in particolare nelle produzioni biologiche: “Il
biologico in Italia è nato nelle Marche – ha ricordato Rossi – e
non è un caso che abbiamo già raggiunto il 29,6% in termini di
superficie agricola biologica – oltre il 38% per il vino -, ben
prima del 2030”, oltre il 25% chiesto dall’Ue. Un percorso,
quello dell’ammodernamento dell’agricoltura per alzare
ulteriormente la qualità, la competitività e riavvicinare i
giovani al settore, ha detto Rossi, che “continuiamo a
sviluppare con il Complemento di sviluppo rurale”. Ciò per
garantire “una qualità che diventi sempre di più elemento di
identificazione territoriale e di riconoscibilità nel mercato
internazionale, fattore importante di competitività e di
redditività”.
L’azione della Regione antepone la “riconoscibilità delle
Marche” alle singole eccellenze, ha sottolineato il vice
presidente, e si esplica a livello trasversale: dall’accordo con
le parti sociali e le associazioni di categoria per premiare
aziende che attuano vari tipi di welfare aziendale a “Marche
sicure” per sostenere il potenziamento della Polizia Locale e di
sistemi di videosorveglianza e rafforzare lo standard di
sicurezza anche “percepita”. Tra le altre misure anche quelle
della legge sui borghi, per il rilancio in particolare delle
aree interne sia in chiave anti-spopolamento e di turismo lento.
Tra le prossime iniziative, in questo contesto, ha annunciato
Rossi, “vorremmo arrivare anche ad una proposta legislativa che
consenta di promuovere ulteriormente i nostri prodotti nelle
strutture pubbliche, in particolare le scuole e gli ospedali,
per accrescere sempre di più la consapevolezza, la cultura, la
conoscenza della qualità dei nostri prodotti” in chiave di
salute e prevenzione. “Tante patologie croniche – ha concluso il
vice presidente – potrebbero essere prevenute anche attraverso
un’alimentazione corretta: per il sistema sanitario nazionale
valgono circa 12 miliardi di euro”. Cifre che testimoniano “quanto sarebbe importante anche nelle Marche lavorare ancora di
più di quello che stiamo facendo in termini di uso e consumo di
prodotti ad alta qualità certificati”.
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Fonte Ansa.it