
Alla vigilia del nono anniversario
del sisma del 2016, alcuni residenti e proprietari di seconde
case di Ussita, nelle frazioni di Pratolungo e Calcara, lanciano
un nuovo appello alle istituzioni: “Dopo quasi dieci anni, la
ricostruzione delle nostre abitazioni è ancora un miraggio”.
Le case si trovano nella zona R4 Valruscio, classificata a
rischio idrogeologico già dal 2002, dove – ricordano i firmatari
– sono stati stanziati oltre 30 milioni di euro per opere di
mitigazione, ma i lavori non sono mai partiti. Già con
l’ordinanza commissariale del 2017 furono previsti finanziamenti
per 3,8 milioni di euro, poi confermati nel 2021 e
successivamente aumentati.
Tuttavia, a oggi il Consorzio di Bonifica delle Marche,
incaricato di progettazione ed esecuzione, “non ha presentato un
progetto definitivo”, sottolineano i cittadini. Tre conferenze
dei servizi hanno avuto esito negativo, l’ultima a luglio 2025,
e la Provincia di Macerata ha sospeso la procedura di Via per
mancanza di documentazione.
Nel frattempo, spiegano gli abitanti, i progetti di
ricostruzione depositati sono bloccati: i contributi possono
essere concessi solo dopo l’approvazione delle opere di messa in
sicurezza. “Così rischiamo di aspettare altri dieci anni. Molti
anziani sono morti, i giovani se ne vanno, le frazioni rischiano
l’abbandono”, scrivono Antonella Dominici, Patrizia Goia,
Claudio Bruni e Romina Cecola.
Gli abitanti chiedono che gli enti preposti sblocchino
rapidamente l’iter per la messa in sicurezza, ricordando che
nella stessa area R4 in passato sono stati autorizzati
interventi di miglioramento sismico su immobili meno
danneggiati: “Pretendiamo che si agisca, altrimenti le nostre
case resteranno solo ruderi”.
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Fonte Ansa.it