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Brizzola, ‘volgete lo sguardo alla nostra generazione’

“Vi chiediamo uno sforzo: volgere
lo sguardo verso lo spaccato della nostra generazione, stretta
fra le maglie di un presente incerto e di un futuro
inconsistente” è l’appello lanciato da Sabrina Brizzola,
Presidente del Consiglio Studentesco della Politecnica delle
Marche intervenendo alla cerimonia di inaugurazione dell’anno
accademico oggi alle Muse che ha parlato di precarietà,
privatizzazione, diritto allo studio e aziendalizzazione degli
atenei.
    Brizzola ha denunciato la progressiva trasformazione degli
atenei in imprese votate alla produttività e alla logica del
profitto. Una forte critica è stata poi rivolta anche alla
proliferazione di modelli for profit e all’attivazione di corsi
in modalità telematica, a scapito della qualità della didattica.
    “Il modello for profit, non investe nel sapere per il sapere, ma
vende “prodotto accademico” secondo una logica industriale fatta
di taglio dei costi, massimizzazione dei margini, produzione
seriale di laureati”.
    Particolare riferimento è stato fatto al recente via libera,
da parte della Regione, all’apertura di corsi di Medicina e
Chirurgia e Odontoiatria e Protesi Dentaria della Link Campus
University nelle Marche. Sulla riforma del numero chiuso,
Brizzola ha sottolineato come la recente riforma proposta dal
Ministero non elimina il numero chiuso ma lo rinvia solamente
di un semestre, acuendo la competizione e lasciando studentesse
e studenti nell’incertezza.
    La rappresentante degli studenti ha denunciato “i pesanti
tagli al Fondo di Finanziamento Ordinario e il rischio concreto
che le università aumentino le tasse o riducano i servizi
essenziali: a farne le spese è anche la ricerca, tra precariato
e sottofinanziamenti”.
    Poi l’appello a docenti ed istituzioni accademiche “Immaginate di dover restituire la borsa di studio e abbandonare
la città in cui studiate perché i Cfu richiesti per mantenerla
sono troppo alti. Oppure mettetevi nei panni di una studente
internazionale che, per meri problemi burocratici, quella borsa
di studio non è mai riuscita ad ottenerla”.
    Spazio anche alla condizione psicologica delle studentesse e
degli studenti: “vi chiediamo di considerarci come persone e non
come matricole. Come la studente paralizzata dall’ansia. Come la
studente che si chiede se riuscirà o meno a terminare gli
studi”. Infine, la presa di posizione sul ruolo dell’università
nei confronti del genocidio in Palestina e dei legami con
l’industria bellica: “Vogliamo che la parola boicottaggio nelle
università non sia un tabù. mentre a Gaza si bombardano scuole,
ospedali, università… negli atenei italiani si firmano accordi
con le stesse aziende che quelle bombe le producono”.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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