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Studente ucciso, FdI propone corsi di autodifesa nelle scuole liguri

Istituire corsi di autodifesa nelle
scuole della Liguria per prevenire atti violenti come l’omicidio
dello studente Youssef Abanoud accoltellato a morte in classe da
un compagno alla Spezia. È la proposta del consigliere regionale
Gianmarco Medusei (FdI) in un ordine del giorno approvato con 17
voti a favore (centrodestra) e 10 contrari (centrosinistra e
M5S) dall’assemblea legislativa ligure.
    Il documento impegna la Giunta Bucci “a chiedere all’Ufficio
scolastico regionale di attivare corsi strutturati di autodifesa
di base e di primo soccorso, affidati a personale qualificato,
finalizzati esclusivamente alla tutela dell’incolumità
personale, alla gestione di situazioni di estrema emergenza e al
primo soccorso, con l’esplicita esclusione di qualsiasi forma di
addestramento offensivo o aggressivo, anche come strumento
complementare di prevenzione e contrasto alla violenza contro le
donne”. La vicepresidente della regione e assessore alla Scuola
Simona Ferro (FdI) ha espresso il parere favorevole della
Giunta.
    “Alla Spezia si è verificato un fatto di eccezionale gravità:
l’omicidio di
uno studente, accoltellato da un coetaneo all’interno di un
contesto
scolastico – dichiara Medusei -. Un evento di tale portata
costituisce una ferita profonda per l’intera comunità nazionale,
poiché avvenuto in un luogo che dovrebbe garantire protezione,
sicurezza e crescita educativa. La scuola non può e non deve
trasformarsi in uno spazio di violenza, intimidazione e morte”.
    “Penso che sia un segnale che può essere fortemente
frainteso, perché l’opinione pubblica e la stampa troveranno
facilmente una consecutio tra i due fatti e, sostanzialmente,
stiamo dicendo che una delle soluzioni possibili è quella di
difendersi da soli – commenta l’ex ministro del Lavoro e
consigliere regionale del Pd Andrea Orlando – Nell’imminenza di
quel fatto abbiamo detto che c’era l’esigenza di un’assunzione
di responsabilità più forte delle istituzioni pubbliche per
garantire la sicurezza di quei ragazzi e ora rischiamo un
fraintendimento molto forte verso un pubblico distratto dalle
vicende della politica e che leggerà un titolo sui giornali. Noi
dobbiamo dire ai ragazzi che dentro le scuole non si usano le
mani, ancor meno i coltelli e non c’è da fare dei corsi di
autodifesa, c’è da studiare”.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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