
“L’antifascismo è un atteggiamento
per il presente e il futuro che il Paese non deve mai
dimenticare, il 30 giugno 1960 a Genova è stato creato un argine
democratico incrollabile. Oggi in Italia iniziamo a risentire
parole vergognose che pensavamo di non sentire mai più, ‘remigrazione’, ‘classi separate’, l’inesistenza del reato di
femminicidio e l’esistenza di persone diverse. Ripudiamo con
tutta la forza che abbiamo questa deriva”. Lo dichiara la
sindaca di Genova Silvia Salis al termine del corteo organizzato
da Cgil e Anpi per ricordare la rivolta del 30 giugno 1960 a
Genova contro il congresso del Movimento Sociale Italiano e la
caduta del governo Tambroni. Centinaia i manifestanti al corteo
dal ponte Monumentale a piazza De Ferrari aperto dallo storico
striscione dell’Anpi srotolato ai comizi antifascisti di Umberto
Terracini il 2 giugno 1960 al bosco di Pannesi (Lumarzo) e di
Sandro Pertini il 28 giugno 1960 a Genova in piazza della
Vittoria.
“Il 30 giugno 1960 Genova ha resistito dimostrando che da qui
poteva partire un movimento popolare forte che andava contro chi
voleva organizzare in una città medaglia d’oro al valor militare
per la Resistenza un congresso del Movimento Sociale Italiano,
portando qui quelli che avevano sostenuto e aiutato i nazisti a
occupare il nostro Paese – continua Salis -. Una città con la
storia di Genova come fa a non esprimersi contro Casapound,
contro la sede di un’organizzazione che ha contatti in tutta
Europa con partiti neonazisti, non bisogna essere di estrema
sinistra per esprimersi contro Casapound, bisogna essere delle
persone libere e democratiche, spingerei tutto l’arco
costituzionale a farlo, invece non avviene”.
“Non avviene perché anche il governo ha scoperto che se fai
leva su certe paure, c’è sempre qualcuno più a destra di te, più
bravo a usare argomenti populisti, a stimolare la paura e l’odio
– commenta Salis -. Tanti partiti di centrodestra si sono
accorti che non sono i più bravi ad alimentare la paura e
l’odio. Noi non alimenteremo mai la paura nella nostra città,
alimenteremo la speranza, lavoreremo per superare le
difficoltà”.
In piazza la segretaria confederale della Cgil Francesca Re
David ricorda che “una città medaglia d’oro alla Resistenza non
poteva tollerare la presenza dei fascisti che davano l’appoggio
esterno a un governo, Genova ha dato il via a un movimento che
ha coinvolto tutto il Paese fino alla tragica conclusione con i
morti di Reggio Emilia per difendere i valori di uno Stato
democratico fondato sulla Resistenza”.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
Fonte Ansa.it