
C’è un legame poco
conosciuto, ma profondamente significativo tra Gino Paoli e
l’Abruzzo, inciso non in una canzone, ma in un simbolo destinato
a durare nel tempo: negli anni ’60 l’artista genovese contribuì
a definire l’identità visiva di Roseto degli Abruzzi, firmando
il logo turistico della città. A ricordarlo è l’amministrazione
comunale del centro adriatico nell’esprimere il più profondo
cordoglio per la scomparsa del cantautore.
Era il 1960 quando lo scrittore e giornalista Luigi Braccili
portò Paoli nel borgo antico di Montepagano, frazione medioevale
della città. Il giovane cantautore, già attivo anche come
grafico pubblicitario, accettò di realizzare la copertina di un
pieghevole e soprattutto il marchio della località. Seduto a ‘Porta da piedi’ – l’antico accesso orientale da cui si può
ammirare uno dei panorami più emozionanti e caratteristici
sull’intera città di Roseto – tra matite e gessetti colorati,
Paoli abbozzò una ‘R’ blu contenente delfino, sole, mare e vele
rosse: un’immagine che avrebbe accompagnato la promozione
turistica cittadina per oltre 40 anni, fino ai primi anni
Duemila.
L’episodio è rimasto nella memoria anche per il confronto
creativo tra Braccili e Paoli. Il giornalista avrebbe voluto un
delfino con una rosa in bocca – per distinguerlo da quello della
Pescara Calcio e omaggiare la tradizione cestistica rosetana –
ma l’artista si oppose con decisione, lasciando prevalere la sua
visione essenziale. Un piccolo scontro che racconta il carattere
e il talento di un autore capace di lasciare il segno anche
fuori dalla musica. Quella giornata si concluse davanti a una
semplice zuppa di fagioli, apprezzata da Paoli.
Decenni dopo, nell’ultima intervista rilasciata al quotidiano
regionale ‘Il Centro’ il cantautore non nascose il suo affetto
per la regione: “Mi piace l’Abruzzo e la sua gente per il legame
con il territorio. Gli abruzzesi hanno un forte senso di
appartenenza, e lo dico apprezzando molto questa qualità”.
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Fonte Ansa.it