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Morta dopo vaccino, gip ordina per la seconda volta ulteriori indagini

– GENOVA, 27 MAG – Per la seconda volta la gip del tribunale
di Genova Angela Nutini chiede alla Procura di approfondire le
indagini sulla morte di Francesca Tuscano, l’insegnante di 32
anni deceduta il 4 aprile 2021 per una trombosi cerebrale, due
settimane dopo la somministrazione del vaccino anti-Covid
AstraZeneca.
    Il sostituto procuratore Giuseppe Longo aveva chiesto una
prima volta l’archiviazione, sostenendo che non c’era alcuna
responsabilità del personale medico sanitario che l’aveva
vaccinata, ma i famigliari si erano opposti chiedendo di
indagare ancora. E la gip con una prima ordinanza aveva disposto
che pm svolgesse ulteriori indagini approfondendo il ruolo delle
autorità sanitarie che, soprattutto a livello centrale, avevano
dato pareri e disposizioni contraddittore sull’utilizzo di quel
tipo di vaccino soprattutto nella popolazione più giovane. Dopo
un mese la procura aveva nuovamente chiesto l’archiviazione con
una motivazione molto sintetica che non ha evidentemente
convinto la giudice. Così dopo l’udienza di due giorni fa,
Nutini ha dato per la seconda volta ragione agli avvocati
Tatiana Massara, Federico Bertorello e Salvatore Bottiglieri –
che assistono i famigliari di Tuscano – ordinando altri quattro
mesi di approfondimenti “al fine di individuare possibili
responsabilità nell’ambito dell’organizzazione ed attuazione
della campagna vaccinale con il vaccino AstraZeneca – scrive la
giudice – e condotte che possano avere causalmente contribuito a
cagionare colposamente la morte di Francesca Francesca Tuscano”.
    Non solo, la giudice nell’ordinanza esplicita che laddove “dovessero emergere profili di responsabilità penale andrebbe
estesa l’indagine all’esistenza di eventuali ulteriori vittime
di eventi infausti”, specificando che il riferimento deve essere
ad altre morti sospette o comunque a ricoveri o interventi di
persone colpite da una sintomatologia simile a quella che ha
portato alla morte della giovane insegnante. Tra questi casi c’è
quello della 18enne di Sestri Levante Camilla Canepa, deceduta
nel giugno dello stesso anno. In quel caso, dopo lunghe
indagini, era stata accertata l’assenza di responsabilità.
   

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Fonte Ansa.it

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