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Da 500 anni non era così bella, restaurata la facciata di San Lorenzo

(ANSA) – GENOVA, 21 GIU – “Probabilmente è da circa 500 anni
che la facciata della cattedrale di San Lorenzo realizzata
intorno all’anno 1225 non è così bella e leggibile nel suo
splendore”. Così il docente di Storia dell’Arte Medievale
all’Università di Genova Clario Di Fabio sintetizza il valore
della fine dei lavori di restauro della facciata della
cattedrale di San Lorenzo presentati al pubblico alla vigilia
della festa per San Giovanni Battista, il santo patrono della
città. Un intervento di restauro da 3 milioni di euro, come main
sponsor Msc e la Fondazione Compagnia di San Paolo, durato 14
mesi da marzo 2022 a maggio 2023. A breve partirà anche il
cantiere per il restauro del campanile di San Lorenzo, che
completerà il restauro della facciata della cattedrale. “In
nessuna altra parte d’Italia intorno al 1225 venne mai
realizzata una facciata di una cattedrale con un discorso per
immagini così preciso, definito e comprensibile come quello di
San Lorenzo”, rimarca Di Fabio.
    “Abbiamo la possibilità di rivedere ancora meglio lo
splendore della nostra cattedrale, – sottolinea l’arcivescovo
Marco Tasca – ringrazio tutti coloro che hanno permesso si
arrivare a questo risultato per il bello della città, mi vengono
in mente quanti uomini e donne hanno pregato in questo luogo
portando qui gioie, dolori e speranze”.
    “Per capite la potenza della facciata di San Lorenzo sono
necessari alcuni numeri: – sottolinea l’architetto progettista e
direttore dei lavori Claudio Montagni – la larghezza dello
strombo della parte frontale è di 11,6 metri, l’altezza completa
del portale raggiunge i 14,5 metri per uno spessore murario
dall’esterno che supera i 4,2 metri”. “La parata di colonne,
capitelli e sculture che l’avvolgono è formata da 4 ghiere con
andamento ortogonale o se preferite a gradino rovescio, il loro
spessore varia da 60 a 40 centimetri, formate da 160 blocchi di
pietra massello incastrati tra loro, la metà di marmo bianco
delle Alpi Apuane, la metà in peridotite tra il verde e il nero,
a ciò si aggiungono altri 160 elementi”, aggiunge. (ANSA).
   

Fonte Ansa.it

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