
(ANSA) – GENOVA, 18 APR – Sessanta euro al minuto per gli
interventi con l’elisoccorso. 750 euro l’intervento semplice con
cinque volontari via terra e nel 2022 ben 480 interventi da
parte del soccorso alpino speleologico dei quali la metà
evitabili. Una situazione non più sostenibile che ha portato
alla campagna “Io cammino sicuro” con l’obiettivo di educare gli
escursionisti alla sicurezza attraverso un decalogo in 16 tappe
per l’autoprotezione.
“Parliamo di una serie di iniziative volte alla sicurezza
lungo i nostri sentieri – ha spiegato il vicepresidente di
Regione Liguria Alessandro Piana – dedicate ad escursionisti e
fruitori. Una campagna di potenziamento che partirà dalla
cartellonistica e dalle indicazioni da mettere sui sentieri ma
anche il miglioramento di alcuni tratti. Una campagna con
l’obiettivo di far diminuire soprattutto gli interventi per
recuperare chi con materiali poco adatti si avventura in in
circuiti per i quali invece è sempre necessario un certo tipo di
abbigliamento e una certa conoscenza dei luoghi. Siamo dell’idea
che prevenire sia sempre meglio che intervenire
successivamente”.
La campagna si svolgerà in più fasi a partire da alcuni
presidi a partire da martedì 25 aprile presso il Parco delle
Mura di Genova per proseguire poi il 1 maggio al Parco
dell’Antola, il 7 maggio al Parco di Portofino, il 21 maggio al
Parco di Montemarcello-Magra-Vara, il 28 maggio al Parco delle
Alpi Liguri e il 18 giugno al Parco del Beigua. Durantei quali
verrà distribuito il decalogo “Io cammino sicuro” con le
informazione di autoprotezione.
“Non è immaginabile affrontare questi sentieri con il tacco
13 o in ciabatte e infradito, lasciando liberi i bambini di
correre col rischio di finire nei dirupi. L’escursionismo è una
cosa seria e va affrontato con serietà e responsabilità. Quasi
come il mare”. Mauro Avvenente, assessore alle manutenzioni del
Comune di Genova, non ha dubbi. “Bisogna averne rispetto e
innanzitutto per la natura. Serve educazione anche di carattere
ambientale perché tutto ciò che noi portiamo nei nostri boschi
deve ritornare a casa con noi nelle nostre borsine e facendo la
raccolta differenziata”. (ANSA).
Fonte Ansa.it