
“Continuiamo a esprimere
contrarietà ad ogni misura fiscale territoriale che non sia
preventivamente valutata in modo condiviso, anche con il cluster
portuale, tenendo conto delle ricadute economiche, occupazionali
e industriali che il settore è in grado di generare e della
necessità di non compromettere un percorso di sviluppo
faticosamente costruito nel tempo”. Così il presidente
dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Occidentale
Matteo Paroli interviene sull’annunciata introduzione della
tassa d’imbarco per ogni passeggero di traghetti e navi da
crociera che transitano nel porto di Genova.
L’Autorità portuale richiama l’attenzione del Comune di
Genova “sulla necessità che eventuali interventi di natura
fiscale sul comparto siano oggetto di un adeguato coordinamento
e non possono prescindere da un confronto con il settore, al
fine di preservare la competitività di un sistema che oggi
genera rilevanti ricadute economiche e occupazionali per il
territorio e per il Paese”.
“Gli importanti investimenti in corso – sottolinea Paroli –
richiedono un quadro di riferimento stabile e coerente. Parliamo
di un settore che, nei porti di Genova e Savona, genera
centinaia di milioni di impatto economico diretto e sostiene
migliaia di posti di lavoro lungo una filiera articolata, con
una componente di home port a maggiore valore aggiunto. È un
risultato costruito nel tempo, grazie a una collaborazione
strutturata tra pubblico e operatori privati e a un percorso di
sviluppo sostenuto da investimenti infrastrutturali e ambientali
rilevanti, che oggi contribuiscono a rafforzare ulteriormente il
posizionamento competitivo dei nostri scali. In questo contesto,
interventi che non tengano adeguatamente conto di questi
equilibri rischiano di incidere su un sistema che produce
benefici concreti e misurabili. Il crocierismo opera in un
mercato globale altamente competitivo, nel quale le scelte delle
compagnie sono influenzate dalla stabilità e dalla prevedibilità
del quadro complessivo”.
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Fonte Ansa.it