
“Credo che la pace sia ancora
lontana, che la situazione sia ancora lontana dal risolversi,
perché Putin non ha raggiunto gli obiettivi che si era
prefissato quando ha iniziato la guerra. L’obiettivo principale
e strategico è prendere il controllo politico. Fermare la guerra
adesso è qualcosa di pericoloso per il sistema, perché ormai
Putin vede la guerra come unico strumento per detenere il
potere”. Nona Mikhelidze, responsabile di ricerca all’ Istituto
Affari internazionali, lo ha detto all’incontro ‘Guerra in
Ucraina, Trump e il futuro della sicurezza europea’ organizzato
da Dialoghi Europei.
“Siamo al quinto anno di guerra. L’Ucraina – ha ricordato
Mikhelidze – nell’ultimo mese ha recuperato una parte del suo
territorio, che ovviamente sorprende soprattutto chi dubitava
della forza e della resilienza degli ucraini. E’ stato possibile
anche per l’incredibile innovazione che l’Ucraina ha mostrato
sul campo di battaglia e nell’industria militare, penso in
particolare alla produzione dei droni”. Su questo fronte “nella
guerra in Medio Oriente vediamo che l’Ucraina torna utile per i
cosiddetti intercettori dei droni. E per tanti – ha detto
Mikhelidze – è incredibile che al quinto anno della guerra mandi
suoi specialisti nell’industria militare in Medio Oriente per
aiutare ad abbattere droni lì. Ma intanto c’è da ricordare che
sul campo di battaglia in Ucraina abbiamo vissuto principalmente
negli ultimi anni una guerra di stallo, l’Ucraina è riuscita a
far sì che l’occupazione russa non avanzasse”.
Mikhelidze ha avuto poi parole negative nei confronti del
modo in cui alcuni media italiani hanno trattato questa guerra: “I problemi legati alla disinformazione sono stati creati da
alcuni talk show italiani, che per me hanno proposto un
dibattito basato sulla non conoscenza della regione, della
Russia, Ucraina ed Europa orientale, ma che è stato volutamente
distorto a favore degli interessi russi”.
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Fonte Ansa.it