
“C’è un progetto in corso” per realizzare un nuovo hot spot in Friuli Venezia Giulia e “una decisione da questo punto di vista è stata già assunta. Bisogna vedere in termini di concreta fattibilità e i tempi di realizzazione, comunque l’idea precisa esiste già”.
“Noi non pensiamo a centri di grandissime dimensioni, che poi diventano ingovernabili – ha chiarito Signoriello – , pensiamo ad una struttura che possa essere un polmone. I cosiddetti punti di crisi, che nascono sulla base di una direttiva dell’Agenda Europea, servono proprio a poter garantire i primi adempimenti di soccorso, assistenza e identificazione delle persone che arrivano, in vista di una destinazione di accoglienza più definitiva – ha concluso Signoriello -. Questo significherebbe equiparare in parte il Fvg ai luoghi di sbarco”.
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