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Cybersecurity: Razzante, ‘caso Booking conferma fragilità del web’

“L’attacco informatico che ha
coinvolto Booking.com, con accesso non autorizzato ad alcuni
dati legati alle prenotazioni, dimostra che anche sistemi rodati
e collaudati restano vulnerabili e che, per le imprese, la
cybersicurezza non può più essere considerata un tema
secondario”. È il messaggio lanciato oggi a Udine da Ranieri
Razzante, consulente della Commissione parlamentare Antimafia e
presidente dell’Associazione italiana responsabili
antiriciclaggio (Aira), intervenuto al convegno “Cyber Security
nelle imprese”, promosso nella sede di Confindustria Udine dalla
Fondazione Tonutti, presieduta da Maria Teresa Tonutti.
    Secondo Razzante, il primo effetto di episodi come quello che
ha colpito Booking è spesso “il danno d’immagine e
reputazionale, ancora prima di quello economico”. Da qui il
richiamo “a un cambio di paradigma” nella governance aziendale.
    “La domanda – ha osservato – non deve essere quanto costi
acquistare una protezione, ma quanto possa costare subire un
attacco”.
    Per l’esperto, la prevenzione resta “la sola arma” davvero
disponibile e deve poggiare sulla diffusione della cultura della
sicurezza, sulla formazione e sugli investimenti adeguati.
    “L’Europa ha stanziato dei fondi, la nostra NIS2 e il Cyber
Security Act hanno previsto che gli Stati europei stanzino dei
fondi – ha sottolineato -, ma io direi, date le esperienze anche
nel pubblico e governative, di non aspettare i soldi pubblici,
che possono essere una goccia nel mare perché gli Stati non
hanno i soldi per finanziare tutte le imprese”.
    “Il pubblico – ha concluso Razzante – può fare da garante, ma
la linea d’azione deve partire dal privato, perché i danni del
cybercrime, una volta prodotti, risultano spesso enormi e
difficilmente sanabili”.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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