
“La nostra società si trova di
fronte a una
trasformazione profonda e rapida della comunicazione in ambito
pubblico. Con l’evoluzione dei mass-media, la diffusione dei
social network e di conseguenza l’instaurarsi di un rapporto più
diretto tra cittadini e pubblici amministratori, negli ultimi
decenni, il linguaggio istituzionale ha progressivamente ceduto
il passo a forme più dirette, sintetiche e talvolta mirate a far
leva sulle emozioni”.
Lo ha detto il vicegovernatore del Fvg Mario
Anzil all’incontro “Com’è cambiato il linguaggio
della politica?”, tenutosi al Festival del giornalismo di Ronchi
dei Legionari.
Per Anzil “se da un lato la disintermediazione nella
comunicazione comporta vantaggi in termini di accessibilità e
trasparenza dall’altro solleva interrogativi su come mantenere
+equilibrio, responsabilità e senso della misura nel confronto
pubblico, con il rischio che l’urgenza prevalga sulla qualità
del messaggio e che la semplificazione si traduca in
banalizzazione”. Anzil ha rimarcato che “le istituzioni devono
utilizzare un
linguaggio comprensibile e rispettoso. Non si tratta,
ovviamente, di tornare a formule retoriche ormai distanti dalla
società, ma
di adottare uno stile che favorisca il dialogo, riconosca la
complessità dei problemi e, soprattutto, non alimenti sterili
contrapposizioni e inutili polemiche”. “Nei campi della
comunicazione politica e istituzionale la trasformazione
digitale è, in quanto strumento di partecipazione consapevole e
di cittadinanza attiva, sia una sfida sia una straordinaria
opportunità. La chiave sta nell’ uso di un linguaggio pubblico
adeguato ai tempi, ma fedele ai valori fondanti della
democrazia,
a partire dal rispetto delle opinioni altrui, anche se
personalmente non condivise”. Anzil ha, infine, rimarcato che “ogni scelta comunicativa da parte delle istituzioni deve
contribuire non solo a informare, ma anche a rafforzare il patto
di fiducia con i cittadini e le comunità locali. La politica,
intesa nel suo significato più
alto, come servizio alla collettività, ha bisogno oggi più che
mai di parole che costruiscano, uniscano e semplifichino”.
All’incontro hanno partecipato le giornaliste Brunella
Bolloli, Greta Sclaunich e Simona Maggiorelli e Francesco
Giubilei (editore, presidente della Fondazione Tatarella e
direttore scientifico della Fondazione Alleanza Nazionale).
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Fonte Ansa.it