
(ANSA) – TRIESTE, 14 MAG – Indossa un cappello alpino da
generale, con la penna bianca, mentre dal palco d’onore assiste
alla sfilata “una delle rappresentazioni più straordinarie di
cosa sia l’amore di Patria”. Lei è la presidente del Consiglio
Giorgia Meloni, l’occasione invece è l’adunata nazionale degli
alpini, oggi a Udine. In 80 mila, secondo le stime dell’Ana, da
tutta Italia e anche dall’estero, nonostante la pioggia
incessante, si susseguono in parata lungo le vie del centro per
tutta la giornata.
La premier arriva al mattino presto per testimoniare la sua
vicinanza alla “famiglia” delle penne nere, perché dopo la
mamma, dice, vengono loro. A chi l’avvicina, per chiederle quale
sia il suo pensiero sulla leva, risponde: “Sicuramente è un tema
che si può affrontare come ipotesi volontaria, alternativa al
servizio civile”. Anche il presidente del Senato, Ignazio La
Russa, presente per l’adunata e dopo un saluto alla partigiana
Paola Del Din, 99 anni, medaglia d’oro al valore militare,
riflette sull’ipotesi della leva preferendo l’idea di una “mini
naja di 40 giorni”, sempre su base volontaria: i “colleghi in
Senato” a breve presenteranno un ddl in merito, anticipa. Di
piccola leva o “o servizio civile obbligatorio” parla anche il
ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani.
Il titolare della Difesa, Guido Crosetto, raggiunge la
tribuna dopo aver scortato il labaro dell’Ana in sfilata con il
presidente nazionale dell’associazione Sebastiano Favero. “Qui
si radunano centinaia di migliaia di persone che hanno in comune
non soltanto il cappello alpino, ma quello che il cappello
rappresenta: la volontà di donarsi agli altri e di servire il
Paese”, osserva il ministro.
Ad aprire la sfilata è uno striscione con il motto della
manifestazione “Alpini, la più bella famiglia”. Poco dopo segue
quello della Commissione pari opportunità della Regione Friuli
Venezia Giulia “Per il rispetto e contro la violenza sulle
donne”. A sottolineare il patto siglato tra Commissione e Ana e
a scongiurare episodi come quelli denunciati a Rimini un anno
fa, quando alcune donne riferirono di essere state molestate
durante l’adunata. In questi giorni sul municipio di Udine
campeggia lo striscione “tolleranza zero”, affisso di concerto
con l’Associazione nazionale alpini. “Questa adunata è andata
molto bene e voglio ribadire con forza che sporcare il nome
degli alpini vuol dire sporcare il nome dell’Italia”, afferma il
presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga.
Anche il piano sicurezza, fanno sapere dalla Prefettura, ha
funzionato, per gestire una città che l’Ana ha stimato venisse
invasa da circa 100 mila persone al giorno durante il raduno
iniziato giovedì e che non ha registrato defezioni. (ANSA).
Fonte Ansa.it