
(di Lorenzo Padovan) Un diverbio tra famiglie nomadi
terminato con una serie di colpi di pistola. E’ quanto accaduto,
questa sera, attorno alle 18, in via della Roggia, nella zona
del macello, a Udine.
Secondo quanto stanno ricostruendo gli agenti della Squadra
Mobile della Questura cittadina, i colpi di pistola sono stati
preceduti da una accesa discussione tra tre persone. Una prima
fase di diverbio nel corso della quale una delle persone sarebbe
stata minacciata con un taglierino alla gola. Pochi istanti
dopo, sul posto sono sopraggiunte altre due persone, accorse per
spalleggiare i rispettivi parenti. Sarebbe stato quello il
momento in cui sono stati sparati i colpi di pistola, una decina
secondo quanto risulta e da una sola persona.
Il diverbio era sorto tra due parti: una – secondo quanto si è
appreso – composta da due fratelli; l’altra da un uomo con i
suoi due figli. Queste tre sarebbero le persone rimaste ferite
in maniera più grave dai colpi d’arma da fuoco. Una decina,
appunto: a terra gli investigatori avrebbero trovato almeno
altrettanti bossoli. Delle tre, una sarebbe in gravi condizioni,
un’altra sarebbe in condizioni gravissime e viene in queste ore
sottoposto a un intervento chirurgico. Tutte sono state portate
in ambulanza all’ospedale Santa Maria della Misericordia. L’uomo
e i due figli, colpiti dagli spari, erano infatti rimasti a
terra, feriti e uno in particolare – quello più grave – non dava
segni di vita e ha perso molto sangue: i sanitari accorsi lo
hanno stabilizzato prima di trasportarlo al pronto soccorso.
Testimoni oculari, già sentiti dagli investigatori, hanno
riferito che lo sparatore – che attualmente sarebbe in fuga ma
del quale si conoscerebbe l’identità – avesse intenzione di
ferire gli antagonisti, non di ucciderli: avrebbe infatti mirato
alle gambe.
Il bilancio finale è però di quattro feriti: il quarto è un
fratello dello sparatore. Ferito in modo lieve, si è rivolto ai
sanitari soltanto poco più tardi: è stato accompagnato in auto
da alcuni parenti. Non è grave. Le indagini della polizia
scientifica mirano a ricostruire nel dettaglio la dinamica dei
fatti. Alcuni testimoni sostengono infatti che entrambe le
fazioni disponessero di un’arma da fuoco, circostanza ancora
tutta da verificare.
Si sta attivamente cercando il fuggitivo sia in zona, sia nei
campi nomadi cittadini.
“In queste ore delicate è doveroso ribadire la piena fiducia
nelle nostre istituzioni preposte alla sicurezza. Sono in
contatto costante con il Prefetto: le forze dell’ordine stanno
lavorando con competenza e tempestività per chiarire la dinamica
dei fatti. Il nostro compito è sostenere il loro lavoro e
garantire alla cittadinanza la nostra presenza”, ha scritto il
sindaco di Udine, Alberto Felice De Toni, in una nota diffusa
questa sera.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
Fonte Ansa.it