
Il Gip Federica Lipovscek del
Tribunale di Ravenna ha deciso di archiviare gli ultimi tre casi
di morti sospette di pazienti all’ospedale ‘Umberto I’ di Lugo,
nel Ravennate, per i quali la 53enne ex infermiera Daniela
Poggiali risultava ancora indagata per omicidio plurimo
pluriaggravato.
I tre – tutti ricoverati nella struttura lughese quando vi
lavorava l’ex infermiera – facevano parte, come riportato dai
due quotidiani locali il Resto del Carlino e Corriere Romagna,
di un insieme di 12 fascicoli sui quali la Procura aveva acceso
un faro. Ma gli elementi raccolti al netto di una consulenza
medico legale, non erano sembrati ai Pm sufficienti per potere
portare la Poggiali a processo: da qui la richiesta di
archiviazione a cui si erano opposti i legali dei familiari dei
tre defunti.
Il caso Poggiali si era innescato l’8 aprile 2014, giorno del
decesso della 78enne Rosa Calderoni di Russi, sempre
all’ospedale di Lugo. Le conseguenti indagini dei carabinieri,
anche su periodi precedenti, erano valse all’ex infermiera una
condanna definitiva per vari furti in corsia pari a un totale di
circa quattro anni e mezzo. In quel medesimo contesto
investigativo, erano emerse due foto scattate da una operatrice
socio-sanitaria il 22 gennaio 2014 nelle quali Poggiali appariva
sorridente e con i pollici alzati accanto a una paziente di 102
anni, appena morta. Lei aveva perso il lavoro e poi anche la
qualifica di infermiera; sul fronte penale aveva incassato
l’archiviazione del fascicolo aperto per vilipendio di cadavere.
Altri guai giudiziari erano arrivati con la morte del 94enne
Massimo Montanari di Conselice deceduto sempre a Lugo il 12
marzo 2014 alla vigilia delle paventate dimissioni e in passato
datore di lavoro del compagno della Poggiali: a metà dicembre
2020 il Gup di Ravenna aveva condannato la 53enne in abbreviato
a 30 anni. Ma a fine ottobre 2021 la donna era stata assolta con
formula piena e scarcerata. Lo stesso esito il medesimo giorno
era arrivato anche per il caso Calderoni, faldone che però
giungeva dall’annullamento dell’assoluzione-bis in Cassazione e
che era stato contrassegnato da una condanna all’ergastolo in
primo grado sconfessata dai primi due appelli. La Cassazione-ter
aveva chiuso il caso definitivamente.
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Fonte Ansa.it