
“Appena sono arrivato, con mio
figlio più piccolo di 13 anni, sul luogo dell’incidente, ho
incontrato un carabinieri, l’appuntato Leo, che mi ha detto che
mia figlia era viva e vigile. Due parole che, in un momento di
estrema angosica, per me, hanno rappresentato un sollievo che
non dimenticherò mai. Oggi mia figlia sta meglio, è fuori
pericolo: ha iniziato il percorso di cura, sarà lungo, ma i
medici ci hanno detto che tornerà in piedi”. Sono le parole di
Andrea Zanirati, padre di Giulia, una studentessa di 18 anni
che, lo scorso venerdì, a Sala Bolognese, è rimasta coinvolta in
un incidente stradale.
Sulla Trasversale di Pianura, si è verificato uno scontro fra
l’auto, condotta dalla giovane che a giorni avrebbe dovuto
sostenere l’esame di maturità, e un mezzo pesante. Dopo la
chiamata di emergenza, i genitori hanno raggiunto il chilometro
7, luogo dell’impatto, dove i soccorsi, tutti, erano già al
lavoro: carabinieri, vigili del fuoco, 118.
“Ci hanno messo un’ora a estrarre mia figlia dalle lamiere
dell’auto racconta il padre che ha deciso di ripercorrere quanto
è successo per ringraziare i soccorritori – non riuscivo nemmeno
a vederla. Sempre, in quel momento, i carabinieri hanno fatto sì
che l’area fosse messa in sicurezza”.
L’appuntato, in servizio alla compagnia di San Giovanni in
Persiceto, ha continuato a tranquillizzare i familiari della
18enne tanto che loro, il giorno dopo l’incidente, hanno scritto
una lettera di ringraziamento e portato, in caserma, due vassoi
di paste. “Si criticano spesso le istituzioni, le forze
dell’ordine – conclude Zanirati – ma loro svolgono un lavoro sul
campo, tutti i giorni, giorno e notte. Vogliamo ringraziare i
carabinieri per la tempestività, la competenza e la sensibilità
che hanno dimostrato”
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Fonte Ansa.it