
Nonostante sia risultata nel 2025
una tra le migliori in Italia per risultati e produttività, la
sezione giurisdizionale della Corte dei conti
dell’Emilia-Romagna “è penalizzata dalle scelte del nostro
organo di autogoverno”, il Consiglio di presidenza della Corte
dei conti. A spiegare il perché di questa di considerazione, è
il presidente dei giudici contabili della regione, Vittorio
Raeli: “In organico siamo sei magistrati, più il presidente e il
presidente aggiunto, che è andato in pensione il 30 maggio.
Nonostante abbia fatto presente la necessità di coprire il posto
– dice all’ANSA Raeli – il Consiglio di presidenza ha ritenuto
di non bandire la procedura concorsuale, scelta che equivale, di
fatto, alla soppressione del posto in organico”.
“Premetto”, aggiunge, “di avere il massimo rispetto per il
Consiglio di presidenza, ma dal verbale di seduta non risulta
alcuna motivazione sul punto, anche se, tenendo conto
dell’intervento di uno dei componenti laici, posso desumere che
la decisione è collegata alla riduzione dei posti apicali,
prevista dalla delega legislativa in corso di attuazione e di
cui non sono chiari i termini”. Il problema, fra l’altro, è che “non conosciamo ancora la bozza dei decreti delegati” e,
inoltre, “tre mesi fa lo stesso Consiglio aveva deciso di
coprire il posto di presidente aggiunto della sezione
giurisdizionale della Puglia. C’è differenza? Io ho fatto una
valutazione statistica e si tratta di due sezioni che si
eguagliano per carichi di lavoro”.
A questo punto sarà difficile confermare i risultati 2025: “Ho atteso di scrivere la mia relazione sugli obiettivi 2026,
speravo che la situazione si sbloccasse, ma così non è. Io e gli
altri magistrati ci impegneremo come abbiamo sempre fatto. Se
riusciremo a mantenere i risultati dello scorso anno, però, sarà
un miracolo. Di certo sarà difficile avanzare, prevedibilmente
arretreremo, e non per colpa nostra”, dice Raeli, che ha
ritenuto di portare alla conoscenza della comunità regionale il
tema, “senza alzare i toni, ma segnalando i problemi
organizzativi che caratterizzano la difficile situazione in cui
versiamo”. “È dovere dei capi degli uffici giudiziari – conclude
– rendere conto all’opinione pubblica dei risultati conseguiti e
degli obiettivi da raggiungere, come se si trattasse di redigere
un bilancio della propria attività”.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
Fonte Ansa.it