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E-R regina nei dispositivi medici, 502 le aziende del settore

Nel comparto dei dispositivi
medici l’Emilia-Romagna “si distingue per innovazione,
competenze e inclusività, con il distretto di Mirandola come
punto di riferimento globale”. E’ questa la fotografia scattata
da Confindustria Dispositivi Medici che ha presentato, a Modena,
i dati del settore nel corso del convegno “Emilia-Romagna:
territorio di eccellenza e innovazione nel settore dei
dispositivi medici” organizzato in collaborazione con
Confindustria, Confindustria Emilia-Romagna, Confindustria
Emilia Area Centro e Biomedical Valley .
    Nel dettaglio sono 502 le aziende produttrici di dispositivi
medici che operano in Emilia-Romagna, con quasi 17.000 occupati,
di cui il 51,6% altamente qualificati. “Questo territorio –
viene argomentato nello studio- si distingue non solo per
l’elevata produzione, che raggiunge circa 660 milioni l’anno con
quasi il 70% delle aziende, ma anche per la sua capacità di
innovare e attrarre talenti”. Non a caso, viene sottolineato,
nel 2023, la regione ha investito circa 130 milioni di euro in
Ricerca e Sviluppo pari al 12,9% degli investimenti nazionali
nel settore. “Con il 10,8% delle imprese italiane del settore e
il 13% degli occupati a livello nazionale, l’Emilia-Romagna si
afferma come un polo strategico per l’industria dei dispositivi
medici”, viene aggiunto nel rapporto.
    Quello del biomedicale di Mirandola, evidenzia Vincenzo
Colla, Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna “è un
distretto di valenza internazionale che vanta competenze
eccezionali. Un vero ecosistema di innovazione capace di mettere
insieme ricerca, prototipazione e industrializzazione e che,
grazie all’altissima qualità, è arrivato ad esportare l’80%
della produzione, consolidando così relazioni strutturali con il
mondo”. Questo territorio, commenta Nicola Barni, Presidente di
Confindustria Dispositivi Medici, “rappresenta un’eccellenza nel
panorama dell’innovazione delle tecnologie mediche. Inoltre, il
distretto di Mirandola, noto come la ‘Silicon Valley italiana
del biomedicale’, è un punto di riferimento globale”.
    In Emilia-Romagna, chiosa Annalisa Sassi, presidente
Confindustria Emilia-Romagna “le imprese di questo comparto
trovano una delle regioni più innovative e dinamiche del Paese,
con un tessuto vivace di relazioni strategiche tra le imprese,
alte competenze professionali e grande attitudine alla ricerca e
alla presenza sui mercati esteri”.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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