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Daniela Gaiani, dopo 5 anni la Corte nega il nulla osta alla sepoltura

BOLOGNA, 01 APR – A quasi cinque anni dalla sua morte, non c’è ancora il via libera per la sepoltura di Daniela Gaiani, la 58enne trovata impiccata il 5 settembre 2021 nel letto di casa sua, a Castello d’Argile, nel Bolognese. Per il decesso della donna è a processo, davanti alla Corte d’Assise di Bologna, presieduta dal giudice Fabio Cosentino, il marito, Leonardo Magri.
    A negare il nulla-osta alla sepoltura della salma è stata la Corte, dopo che i servizi cimiteriali del Comune di Bologna avevano chiesto aggiornamenti circa l’eventuale rilascio dell’autorizzazione. Il corpo di Gaiani, quindi, rimane custodito presso l’obitorio comunale.
    Il presidente Cosentino, sciogliendo la riserva assunta all’udienza del 3 marzo, ha motivato il ‘no’ ritenendo che al momento permangono le esigenze probatorie che inducono a mantenere il diniego della sepoltura, quantomeno fino a che non si procederà all’esame dei consulenti tecnici medico-legali, previsto nelle prossime udienze. La Procura, con il pm Giampiero Nascimbeni, aveva dato parere favorevole al rilascio del nulla osta, così come la difesa dell’imputato, avvocato Ermanno Corso.
    Mentre le parti civili, ovvero i parenti di Gaiani assistiti dagli avvocati Daniele Nicolin, Valentina Niccoli e Alberto Bova, e per la Caramella Buona l’avvocato Barbara Iannuccelli, si erano espressi in senso contrario.
    Dagli accertamenti integrativi tecnici svolti dai consulenti della Procura sul telefono di Gaiani emergerebbe che questo venne spento manualmente, con operazione richiesta dall’utente, alle 23.36 del 4 settembre, in un momento in cui il marito era ancora fuori di casa: non sarebbe rientrato prima delle 2.40.
    L’orario presunto della morte, secondo i medici legali nominati dalla Procura, risulta inoltre fissato entro le 24. “Un dato forte – lo ha definito il colonnello dei carabinieri Claudio Gallù – durante la sua testimonianza, perché avevamo una serie di indizi fino a quel momento che si trattasse di una ipotesi omicidiaria”.
    I nuovi dati sono stati messi in discussione dalle parti civili, che temono un cambio di impostazione da parte della Procura.

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Fonte Ansa.it

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