
(ANSA) – BOLOGNA, 09 OTT – Usando un drone, un 30enne di
origine albanese avrebbe tentato di consegnare al fratello,
detenuto al carcere della Dozza a Bologna, microtelefoni
cellulari e smartphone per comunicare con l’esterno. La squadra
mobile della Questura, dopo avere seguito i movimenti dell’uomo
arrivato in città lunedì, lo ha denunciato in stato di libertà
per tentata indebita introduzione di dispositivi idonei a
consentire comunicazioni telefoniche e telematiche da parte di
detenuti in carcere. Dopo essere stati informati dalla polizia
di frontiera dell’ingresso in Italia del 30enne, con precedenti
alle spalle, gli investigatori hanno scoperto che aveva
prenotato una stanza in un albergo e che mercoledì e giovedì,
con una valigetta, si era appostato in via del Gomito, vicino
alla carcere, per alcuni sopralluoghi.
Secondo quanto accertato dalle indagini portate avanti in
collaborazione con la polizia penitenziaria, che come disposto
dal procuratore Giuseppe Amato sono state rafforzate per
contrastare il rischio dell’introduzione di apparecchi per
comunicare nella casa circondariale, il suo obiettivo era
sorvolare la struttura con il drone e fare avere i
microtelefoni, adeguatamente imballati, al fratello che deve
scontare una pena, per una serie di rapine, fino al 2045.
Giovedì pomeriggio, il 30enne è stato fermato e sono state
perquisite l’auto e la stanza d’albergo: oltre al drone
professionale e alle batterie per alimentarlo, gli agenti hanno
trovato materiale per imballaggio, due smartphone e tre
microtelefoni con tanto di sim e cavi di connessione. (ANSA).
Fonte Ansa.it