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Cinema: ‘Bosnia Express’, un docufilm come segnale di pace

(ANSA) – BOLOGNA, 26 FEB – Il 3 marzo 1992 il parlamento
bosniaco, a seguito del risultato del referendum di pochi giorni
prima, dichiarò l’indipendenza della Bosnia Erzegovina dalla
Federazione Jugoslava. Da lì partì l’escalation di violenze che
portarono all’assedio di Sarajevo e alla divisione di un popolo.
    Durante la guerra furono commessi crimini contro l’umanità: le
vittime del conflitto sono state stimate in quasi 100mila, di
cui circa 40mila civili. A parlare del futuro del paese è il
film-documentario ‘Bosnia Express’ del regista Massimo D’orzi,
prodotto da Loups Garoux Produzioni e da Il Gigante in
associazione con Luce-Cinecittà, che ne è il distributore per
l’Italia mentre Rai Com lo è per le vendite estere. Ad ospitare
la proiezione sarà lunedì 28 febbraio (ore 20) il Cinema Lumière
della Cineteca di Bologna, dopo il successo dello scorso
settembre al festival “Visioni dal Mondo” di Milano e la
presentazione fuori concorso un mese fa al Trieste Film
Festival.
    La pellicola ha ricevuto contributi dal Programma Europa
creativa dell’Unione europea e dal Ministero della Cultura
italiano.
    Al centro ci sono le donne di quel paese, prime vittime del
genocidio perpetrato durante la guerra. ‘Bosnia Express’ –
spiega il regista – “procede a tappe, stazione dopo stazione,
con nessuna pretesa di dire qualcosa in più sulla Bosnia e la
sua gente, ma di raccontare con un tono intimo e penetrante la
realtà di questo paese e di rappresentare le contraddizioni tra
un mondo che si sforza di crescere, pieno di vitalità,
creatività e un mondo precipitato nell’estremismo
etnico-religioso”. Il sottile filo che sorregge la fragile
democrazia della Bosnia Erzegovina e di tutta l’area dei Balcani
torna a indebolirsi in questi giorni in cui le regole della
geopolitica sono minate dal conflitto in Ucraina, una crisi che
secondo molti osservatori potrebbe avere drammatici sviluppi in
tutta la regione. Per questo il film, dice D’orzi, “vuole essere
anche portatore di un grande segnale di pace”. (ANSA).
   

Fonte Ansa.it

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