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All’aeroporto di Bologna arrivano le bodycam per la sicurezza

Il personale dell’aeroporto
Guglielmo Marconi di Bologna avrà in dotazione delle bodycam per
rafforzare la sicurezza di lavoratori, passeggeri e
infrastrutture aeroportuali. Una misura necessaria per contenere
le aggressioni che nel 2025 sono state 96 e 142 nel 2024,
prevalentemente nelle aree di check-in e ai gate di imbarco. In
una prima fase saranno sette i dispositivi in uso, mentre il
progetto prevede di arrivare a 40 bodycam a regime, entro
l’estate, destinate al personale che lavora più a contatto con
il pubblico.
    L’iniziativa, prima nel suo genere negli scali italiani, si
inserisce in un percorso già avviato: dal 2017 al Marconi è
attivo un sistema di videocamere Gps e tele-allertamento per
l’intervento tempestivo delle forze dell’ordine, mentre nel 2022
è stato firmato un protocollo anti-aggressioni con istituzioni
locali, Enac e organizzazioni sindacali.
    Le bodycam, indossate sulle divise, resteranno in modalità
stand-by e verranno attivate solo in caso di rischio concreto
per l’incolumità delle persone o per la sicurezza delle
infrastrutture. Le registrazioni audio-video saranno criptate,
conservate in locale e visionabili esclusivamente da personale
autorizzato, senza collegamento diretto con le forze
dell’ordine.
    “È un modo per implementare ulteriormente i nostri sistemi
di sicurezza. L’aeroporto è già un luogo molto presidiato e
monitorato, ma questa è un’ulteriore evoluzione che dota i
dipendenti che presidiano le aree in ottica safety e security di
uno strumento in più, che consente di monitorare in tempo reale
le situazioni più critiche e di tutelare maggiormente i
lavoratori anche in ottica di prevenzione”, ha spiegato
Nazzareno Ventola, amministratore delegato e direttore generale
dell’Aeroporto Marconi.
    “Il tema delle aggressioni ai lavoratori sta diventando
sempre più rilevante, soprattutto dopo la ripresa post-pandemia.
    Nel 2025 c’è stata una riduzione rispetto all’anno precedente,
ma parliamo comunque di quasi cento situazioni critiche. Questa
sperimentazione rappresenta un ulteriore passo avanti per
rafforzare la sicurezza e disincentivare comportamenti non
accettabili”, ha aggiunto Ventola.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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