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Napoli, coiffeur e estetisti “in 60.000 a rischio”

(ANSA) – NAPOLI, 22 MAR – Si sono presentati in trecento
circa, parrucchieri, estetisti, centri estetici di Napoli e
provincia davanti alla Prefettura partenopea per denunciare
perdite per venti milioni e lavoro a rischio per 60.000 addetti
del settore. Una protesta organizzata da Confesercenti, da
Assoestetica e dal movimento “Stamm ca” e da altre sigle del
settore che hanno portato in piazza anche una poltrona da
parrucchiere e un registratore di cassa che è stato sfasciato
simbolicamente davanti alla Prefettura per dimostrare il crack
economico.
    “Con questi ristori – denuncia Massimo Murolo, parrucchiere –
non rientriamo assolutamente, siamo piccole attività artigianale
e in questo momento al di là dei clienti le nostre perdite sono
i costi fissi, tra due settimane mi cadono addosso i contributi
Inps da pagare. Io finora ho avuto due ristori da 600 euro, ma
nella vita normale fatturavo oltre 5000 euro al mese con cui
pago l’affitto, i dipendenti, le utenze che sono un peso forte
per noi. Abbiano perso due Pasque, che è la seconda festività
più importante dell’anno e perderemo di nuovo le cerimonie anche
quest’anno, quindi il fatturato va a picco”.
    Sfiduciata anche la sua collega Maria Luisa: “Siamo alla
perdita – dice – del 65% del fatturato e intanto si fa una
campagna contro di noi, prima come attività di cura della
persona e ci avevano dato un valore ora ci hanno sminuiti come
se fossimo gli untori del coronavirus. Ma noi facciamo
sanificazione da sempre, abbiamo sempre tenuto i saloni
pulitissimi e attentissimi a livello sanitario. E invece questi
messaggi si ripercuotono sulle clientela incutendo terrore”.
    Enzo Quagliozzi, vicepresidente di “Stamm Ca”, fa il
parrucchiere ad Arco Felice (Na): “Quanti titolari di negozi –
si chiede – sono stati contagiati? Fateci capire dove stanno gli
untori e allora noi saremmo i primi a tutelare i clienti. Io ho
un negozio di 140 metri quadri, ho deciso di far entrare al
massimo 5 persone, ho più di tre metri di distanza per non avere
problemi. Abbiamo tutti i numeri per stare tranquilli e invece
ci hanno tolto il lavoro e paghiamo le tasse senza guadagnare”.
    (ANSA).
   

Fonte Ansa.it

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