
Un magistrato “di grande equilibrio
e rigore”, “che ha dato lustro alla magistratura napoletana”.
Così, il procuratore generale di Napoli, Aldo Policastro, ha
ricordato a Napoli, Giustino Gatti, noto magistrato italiano
scomparso a inizio 2025 che ricoperto, tra l’altro, la carica di
presidente dell’Ufficio GIP del Tribunale di Napoli.
Policastro è intervenuto oggi, a Castel Capuano, a un
incontro dedicato alla figura dell’uomo e del magistrato che,
spiega una nota, “ha rappresentato un punto di riferimento per
equilibrio, rigore e cultura, non solo per la magistratura
napoletana ma per l’intera città”.
Nel delinearne il profilo umano e professionale, Policastro
ha sottolineato come ricordare Giustino Gatti significhi “raccontare una vita interamente dedicata alla giustizia e alla
cultura. Magistrato esemplare, Gatti ha rappresentato per la
magistratura napoletana un porto sicuro: sobrio, equilibrato,
instancabile”.
Le qualità di Gatti, ha ricordato ancora il procuratore
generale di Napoli, emersero anche nei momenti più delicati
della sua carriera come nel processo per la morte di Annalisa
Durante, dove, da presidente della Corte d’Assise, “seppe
coniugare rigore giuridico e umanità, ricordando che ogni
processo parla alla coscienza civile di una comunità”.
Policastro ha quindi richiamato il profondo legame di
Giustino Gatti con la cultura e l’impegno civile: con la moglie
Marisa, infatti, ha fondato la bibliomediateca “Ethos & Nomos”,
un “luogo di dialogo, partecipazione e presidio di democrazia”,
ha ricordato ancora Policastro per il quale, Giustino, “ha unito
giustizia e cultura per costruire una società più libera e
responsabile”.
“Onorare la sua memoria – ha concluso il procudratore
generale di Napoli – significa continuare il suo impegno:
garantire diritti, costruire opportunità, difendere la civiltà.
Giustino ci ha insegnato che la dignità non si impone: si
costruisce giorno per giorno, con la giustizia e con la cultura.
A lui va la nostra gratitudine, il nostro ricordo e la promessa
di non disperdere il seme che ha piantato. Arrivederci Giustino,
e grazie per la tua lezione di vita”.
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Fonte Ansa.it