
Due fratelli sono finiti agli
arresti domiciliari e altre tre persone sono state sottoposte
all’obbligo di dimora per un presunto traffico illecito di
materiale inerte prelevato dalla fiumara Bonamico, in contrada
Ricciolio di Benestare, in provincia di Reggio Calabria.
Le misure cautelari sono state eseguite nei comuni di Bianco,
Bovalino e Benestare nell’ambito dell’operazione “Golden River”,
condotta dai carabinieri della Compagnia di Locri con il
supporto dei militari della Compagnia di Bianco e dello
Squadrone eliportato Cacciatori “Calabria”.
Coordinata dalla Procura di Locri, l’inchiesta ha fatto
emergere che dalla fiumara Bonamico, nel secondo semestre del
2024, sarebbero state asportate illecitamente circa 900
tonnellate di materiale. Secondo gli investigatori dell’Arma, le
indagini hanno dimostrato l’esistenza di un’associazione
finalizzata alla commissione di delitti contro il patrimonio.
A vario titolo, gli indagati sono ritenuti coinvolti nel
prelievo, trasporto, lavorazione e vendita del materiale
asportato dalla fiumara. Materiale che, secondo l’accusa, veniva
trasferito in una ditta edile, dove era sottoposto a
frantumazione, lavaggio e trasformazione in sabbia lavata e
pietrisco, così da renderne non riconoscibile la provenienza
illecita. Il prodotto finito sarebbe poi stato riutilizzato,
anche sotto forma di calcestruzzo, in attività imprenditoriali
della zona, generando consistenti introiti economici.
Ai fratelli finiti ai domiciliari non vengono contestati
reati di mafia ma, stando alla nota dei carabinieri, sono legati
da vincoli di parentela con una nota famiglia di ‘ndrangheta
della Locride.
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Fonte Ansa.it