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Covid: ordinanza sindaco, scuole Catanzaro chiuse di nuovo

(ANSA) – CATANZARO, 24 MAR – E’ durata meno di 12 ore la
riapertura delle scuole a Catanzaro. Dopo che stamani il Tar ha
annullato un’ordinanza del sindaco Sergio Abramo, quest’ultimo
ha firmato un nuovo provvedimento, in vigore da domani e fino al
31 marzo, che dispone la chiusura di tutti gli istituti di ogni
ordine e grado, asili compresi. Una decisione maturata alla
luce, è scritto in una nota del Comune, di “informazioni chiave
fornite dall’Asp, Unità operativa Igiene e salute pubblica, a
seguito di una risposta a richiesta di chiarimenti da parte del
sindaco”.
    Nella comunicazione dell’Asp si indica che “negli istituti
scolastici di Catanzaro, pubblici e privati, risultano accertati
complessivamente
53 casi di positività tra alunni e personale docente e non
docente, per molti dei quali è ancora in corso il tracciamento
dei contatti stretti all’interno delle classi e dei nuclei
familiari interessati”. L’Asp, inoltre, segnala “difficoltà nel
tracciamento dei positivi e dei contatti stretti, criticità
nella gestione dei tamponi, rischio di completa saturazione
degli ospedali, vaccinazioni dei docenti ancora limitate,
pericolo diffusione delle varianti tra i più giovani”. Nella
risposta dell’Asp, inoltre, “si conferma l’incidenza
significativa di nuovi casi positivi al covid, nella popolazione
scolastica della città, tale da ritenere necessaria la chiusura
degli istituti scolastici, scongiurando il rischio che la
situazione sanitaria possa aggravarsi provocando ‘danni
irreparabili'”.
    Su questa premessa, Abramo ha emesso la nuova disposizione di
sospensione dell’attività didattica in presenza raccomandando,
ove possibile, di attivare la Dad. La decisione è stata
condivisa, all’unanimità, con i capigruppo e col presidente del
Consiglio comunale Marco Polimeni. Il sindaco, nell’adottare la
nuova ordinanza, ha recepito la raccomandazione dell’Asp
evidenziando che “la prevenzione e la salvaguardia della salute,
specialmente dei più giovani, restano i valori prioritari
rispetto ai quali non si può, in alcun modo, arretrare di un
centimetro”. (ANSA).
   

Fonte Ansa.it

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