
Un appello per un embargo militare
totale contro Israele, nel rispetto dei trattati internazionali
e della legge 185 del 1990 che disciplina esportazione,
importazione e transito di materiali di armamento in Italia,
imponendo controlli rigorosi e principi etici, è stato lanciato
da Rosarno (Reggio Calabria) da associazioni pro Palestina e
sindacati autonomi dopo il caso di 8 container bloccati nel
porto di Gioia Tauro dalla Guardia di finanza e dall’Agenzia
delle dogane dopo la segnalazione del Movimento Bds che
segnalava la presenza di materiale bellico.
Da un primo controllo fatto, i container contengono lastre di
acciaio di varie forme sulle quali è stata disposta una perizia
per stabilire se il suo utilizzo sia militare o possa essere
destinato ad altri scopi.
“Oggi siamo qui – ha detto collegata da remoto da Gioia Tauro
Giorgia Cusciglio, coordinatrice europea Bds intervenendo alla
conferenza stampa svoltasi a Rosarno – per sostenere i movimenti
italiani nel dare l’allarme e chiedere la fine della complicità
degli Stati e di aziende multinazionali, in particolare italiane
con il genocidio, l’apartheid e l’occupazione illegale
perpetrati da Israele contro i palestinesi” Secondo l’esponente del movimento, con il materiale trovato “si stima che si potrebbero produrre fino a 13.000 proiettili di
artiglieria da 155 mm, che potrebbero essere caricati con
diverse testate, dagli esplosivi convenzionali, alle bombe a
grappolo e al fosforo bianco, che risultano ampiamente
utilizzati nei bombardamenti israeliani su aree densamente
circolate a Gaza”.
“Il Movimento Bds – ha aggiunto – invita i governi di tutto
il mondo ad agire, confiscando e indagando sulle spedizioni
segnalate, istituendo una più dirigente e rafforzata vigilanza e
applicando un controllo più rigoroso alle navi. Chiediamo che le
autorità italiane applichino la legge italiana e il diritto
internazionale e si assumano impegni concreti per fermare
qualsiasi futura spedizione legale attraverso i porti”.
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Fonte Ansa.it