
In Basilicata la netta vittoria del No al referendum sulla Giustizia (60 a 40%) fa esultare il centrosinistra che attacca il centrodestra, quello nazionale, ma soprattutto quello lucano, che dal 2019 con il governatore Vito Bardi (FI) guida la Regione. E’ questo il dato politico più significativo di una tornata referendaria che ha portato alle urne il 53,2% dei lucani aventi diritto al voto. Ha pesato, probabilmente, anche una polemica partita dalla cittadina di Genzano di Lucania (Potenza), ma poi esplosa anche a livello nazionale a causa delle dichiarazioni di Aldo Mattia (Fdi) con cui aveva invitato a usare anche “il solito sistema clientelare” per “vincere la battaglia” del referendum.
Fin dalle prime sezioni, delle 683 scrutinate, è apparso chiaro il successo del No anche in Basilicata, con il Sì che ha vinto solo in 15 dei 131 Comuni. Singolare pareggio nel piccolo paese di Calvello, con 331 voti per entrambe le scelte. Il No ha raggiunto il 61% nel capoluogo di regione, Potenza. Ancora più larga l’affermazione nella città di Matera, con il No a quota 68,2%. Numeri che fanno dire a Piero Lacorazza, capogruppo del Pd nel Consiglio regionale che “la vittoria del No è netta e forte.
È un No nel merito della riforma i cui contenuti hanno vissuto in tante iniziative e confronti che hanno mobilitato tante cittadine e cittadini. In questo No schiacciante c’è qualcosa di più: c’è un segnale politico che incrocia anche un dissenso alla discesa in campo dei Governi nazionale e regionale. A questo No, ampio, plurale e sociale è necessario dare voce e rappresentanza anche in Basilicata”. Idea condivisa dal commissario regionale del Pd, il senatore Daniele Manca, secondo il quale la vittoria del No “è una scelta consapevole da parte dei lucani, che hanno voluto difendere l’equilibrio dei poteri, l’indipendenza della magistratura e i principi fondamentali della Costituzione”. Il vicepresidente del Consiglio regionale e leader di Basilicata Casa Comune, Angelo Chiorazzo, “questo è un No secco all’arroganza del governo nazionale ed un No secco al governo regionale di centrodestra che ha sbagliato i toni rovinando la campagna elettorale”.
Nessun commento ufficiale, fino a tarda ora, dal centrodestra lucano. Dal fronte del Sì è tuttavia arrivata la dichiarazione dell’ex parlamentare e vicepresidente del Parlamento europeo, Gianni Pittella: “Il voto va sempre rispettato. Ho sostenuto il Sì per rafforzare, in una prospettiva socialista e garantista, la terzietà del giudice e l’equilibrio tra accusa e difesa. Il tema della qualità della giustizia e delle garanzie resta aperto e merita di essere affrontato con serietà, senza ideologismi. Così come resta essenziale – ha concluso Pittella – sotterrare l’ascia di guerra tra i poteri dello Stato”.
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Fonte Ansa.it