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M5S, sulla vertenza Callmat è tempo di superare la propaganda

“Sulla vertenza Callmat è tempo di
superare la propaganda e di guardare alla realtà dei fatti, che
purtroppo vede oltre 320 famiglie a un passo dal triste scenario
che si voleva scongiurare”. Lo scrivono, in una nota congiunta,
le consigliere regionali Alessia Araneo e Viviana Verri (M5S),
evidenziando che “la recente replica dell’assessore Cupparo sui
futuribili progetti da dieci milioni di euro si scontra con una
verità meno rosea: i due bandi per la digitalizzazione sembrano
non essere mai partiti e, allo stato attuale, l’unico atto
concreto e pubblicato dalla Regione Basilicata resta l’avviso ‘#Basilimpresainvestimenti’ che non garantisce la continuità
aziendale ma incentiva altre imprese ad assumere, tra l’altro,
solo una parte dei lavoratori Callmat, sancendo di fatto lo
smantellamento della società”.
    Si tratta, secondo le pentastellate, di “una criticità
denunciata dalla stessa governance di Callmat in una recente lettera ai sindacati, in cui definisce il bando regionale ‘del
tutto inidoneo’ e annuncia l’avvio delle procedure di mobilità
per gli oltre 320 lavoratori entro fine giugno 2026, complici il
blocco delle commesse e l’assenza di soluzioni strutturali. Il
quadro è aggravato dallo slittamento al 10 giugno del tavolo di
crisi presso il Mimit. Un rinvio che prolunga l’attesa dei
lavoratori e che ha indotto alla mobilitazione: l’opposizione in
Consiglio comunale a Matera ha chiesto una convocazione
straordinaria per fare fronte comune, mentre la Prefettura è
stata investita direttamente dell’emergenza”.
    Per il M5S, “a rendere lo scenario ancora più opaco si
aggiunge la condotta di Tim, che sta svuotando il call center di
Matera giustificando il taglio dei volumi con una presunta ‘mancanza di traffico’. In realtà, vi è il fondato sospetto di
una esternalizzazione dell’assistenza 119 verso l’intelligenza
artificiale della start-up israeliana Wonderful. Una scelta
che, laddove confermata – sottolineano Araneo e Verri –
riteniamo doppiamente inaccettabile: da un lato, contrasta
apertamente con l’impegno di interrompere i rapporti commerciali
con Israele, di fronte al drammatico scenario di occupazione e
genocidio a Gaza; dall’altro, calpesta il valore e la tutela di
lavoratrici e lavoratori cinicamente soppiantati da un algoritmo
che, peraltro, starebbe già penalizzando gli utenti con un
servizio che parrebbe essere scadente e motivo di lunghi tempi
d’attesa. Tutto ciò avverrebbe, tra le altre cose, in violazione
delle direttive in materia di telecomunicazioni. Queste ultime,
infatti, impongono ai concessionari di mettere a disposizione un
operatore umano per i reclami e di garantire una risposta entro
150 secondi; norme sulla cui osservanza l’Agcom dovrebbe
vigilare”.
    “L’assessore Cupparo – proseguono le consigliere regionali –
non può continuare a liquidare le nostre denunce come
superficiali. Tra bandi regionali che restano sulla carta, il
disimpegno di Tim a favore dell’Ia israeliana e i licenziamenti
collettivi ormai avviati da Callmat, il territorio materano
rischia un vero e proprio tracollo sociale. Al tavolo
ministeriale del 10 giugno pretendiamo che la Regione attivi
immediatamente i percorsi strutturali promessi e che Tim
risponda delle proprie scelte davanti a lavoratrici, lavoratori
e alle istituzioni. Auspichiamo, infine, l’apertura di un
dibattito serio e concreto relativamente all’impatto
dell’intelligenza artificiale sul lavoro, prima che altre
persone vedano erosi i propri diritti o si ritrovino
direttamente in mezzo a una strada. Ci chiediamo – concludono
Araneo e Verri – quanti altri casi Callmat e SmartPaper debbano
consumarsi prima che ciò accada”.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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