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La luce nella masseria per 70 anni della tv

(ANSA) – ROMA, 28 GIU – È il 3 gennaio 1954. Negli studi Rai
di Torino si accende il piccolo schermo: un evento epocale e una
rivoluzione delle abitudini degli italiani. Un periodo rievocato
da “La luce nella masseria”, film tv prodotto da Luca
Barbareschi per Èliseo Entertainment con la collaborazione di
Rai Fiction, celebra i settant’anni dall’inizio delle
trasmissioni del servizio pubblico radiotelevisivo. Una tv
intelligente e leggera, in bianco e nero, in grado di formare e,
allo stesso tempo, far sognare gli spettatori attraverso
programmi che sono strumento di educazione, informazione e
intrattenimento. Non è mai troppo tardi del Maestro Manzi
(programma riconosciuto dall’Unesco e adottato in tanti altri
del Mondo quale esempio di alfabetizzazione di massa), Lascia o
raddoppia, Il musichiere, Carosello, Studio Uno, Canzonissima,
sono solo alcuni dei titoli che hanno fatto la storia della Tv
italiana.
    “La luce nella masseria” – scritto da Salvatore Basile,
Saverio D’Ercole e Roberto Moliterni – torna a quegli anni e fa
rivivere quei momenti insieme ai protagonisti, Domenico Diele,
Aurora Ruffino, Renato Carpentieri, Carlo De Ruggieri, Giusy
Frallonardo e il piccolo Giovanni Limite diretti da Riccardo
Donna e Tiziana Aristarco.
    Il film tv è ambientato a Matera, nei primi anni Sessanta. Il
narratore della storia, che racconta il delicato passaggio da
quella che è stata definita la civiltà contadina
all’industrializzazione del territorio materano, è Pinuccio, un
bimbo con la passione per la televisione. I suoi occhi diventano
testimoni dei tempi che cambiano e che coincidono con l’arrivo
del televisore nelle case benestanti prima, poi nei negozi e
infine nelle case della gente comune. È lui che gioca a fare la
televisione, fingendosi speaker dentro quel che resta di un
apparecchio rotto.
    Oggetto di aggregazione sociale e familiare, la tv diventa il
deus ex machina della nostra storia. Nello specifico, è proprio
Canzonissima a coinvolgere e avvicinare gli abitanti della
cittadina. Ed è sempre la passione per la tv, lo strumento che
consente ai membri della famiglia Rondinone (divisi dalle scelte
individuali dettate dai cambiamenti sociali) di ritrovarsi.
    (ANSA).
   

Fonte Ansa.it

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