
“Un evento unico e raro, oserei
dire folle. Non mi sarei mai aspettato di ritrovarmi in sala
contemporaneamente con due film documentari. Per me è ancora
assurdo che domani uno spettatore potrà scegliere tra due mie
opere”. Così all’ANSA il regista lucano Giuseppe Marco Albano,
classe 1985, protagonista domani, 30 settembre, di un inedito
doppio appuntamento in sala con ‘AG4IN’ e ‘School of Life’.
‘AG4IN – Il film del quarto scudetto del Napoli’, prodotto e
distribuito da Filmauro, in sala dal 24 settembre scorso, è il “racconto dall’interno della stagione che ha portato la squadra
di mister Antonio Conte al trionfo. Immagini esclusive, momenti
dietro le quinte e l’emozione di un’intera città restituiscono
l’attesa, le tensioni e la gioia” dell’impresa dei partenoperi.
“La differenza principale rispetto a ‘Sarò con te’, il film del
terzo scudetto – spiega Albano, David di Donatello 2015 con il
corto ‘Thriller’ – è che questa volta abbiamo girato,
documentato, scritto, diretto e montato parallelamente
all’andamento del campionato. Parliamo quindi di un film
contemporaneo, un esperimento che ricorda il reality show, ma
con un’impronta prettamente cinematografica e potente”.
Diverso il registro di ‘School of Life’, che torna in sala
come data-evento nazionale. Il film è dedicato a ‘Still I Rise’,
l’organizzazione non profit impegnata a contrastare la crisi
scolastica globale offrendo istruzione gratuita e di qualità ai
bambini più discriminati e vulnerabili. “Le riprese attraversano
luoghi remoti e spesso dimenticati, mostrando il lavoro delle
scuole fondate dalla onlus e raccontando storie quotidiane di
coraggio, fatica ed emancipazione”. È un film “che mi ha
cambiato la vita – aggiunge Albano -. Ho conosciuto realtà
lontane dal nostro pensiero occidentale e ho potuto raccontare
da vicino l’impegno di Nicolò Govoni, trentenne fondatore di
Still I Rise, che ha permesso a tanti bambini di frequentare la
scuola in contesti dove non tutti possono farlo. Un incontro che
ha ampliato i miei orizzonti anche come uomo”.
Due lavori dai temi differenti, che per Albano condividono
però un filo conduttore: mettere al centro le persone. “Sono due
racconti nazionalpopolari – conclude -. Il calcio e la scuola
sono entrambi percorsi di formazione che uniscono e abbattono
barriere. Mi considero fortunato ad aver potuto lavorare su
questi due grandi valori umani”.
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Fonte Ansa.it