
La modifica della normativa
regionale che disciplina le autorizzazioni per l’estrazione di
materiale litoide dai fiumi lucani è stata sollecitata oggi
dalla Sezione Edili Aniem di Confapi Matera, che denuncia “uno
stallo burocratico in atto da oltre quattro anni con ricadute
economiche, ambientali e sulla realizzazione delle opere
pubbliche”.
Nel corso di una conferenza stampa, il presidente Mario
Bitonto ha spiegato che l’attuale sistema, basato sulle
segnalazioni dei sindaci per autorizzare gli interventi di
manutenzione degli alvei, è “farraginoso, lento e inadeguato”
perché i corsi d’acqua “non conoscono i confini amministrativi
dei Comuni”. Secondo Confapi, il blocco delle autorizzazioni ha
praticamente fermato le attività estrattive lungo i fiumi della
Basilicata.
L’associazione individua tre principali conseguenze: il
danno economico per le imprese del comparto, la difficoltà di
reperire materiale inerte per i numerosi cantieri regionali,
l’aumento del rischio idrogeologico dovuto alla mancata
manutenzione degli alvei.
Confapi ha ricordato che la Regione, nel 2015, pubblicò un
avviso per interventi di ripristino dell’officiosità idraulica
dei corsi d’acqua e che, nel tratto del Basento nei pressi di
Calciano, fu autorizzato il prelievo di oltre 450 mila metri
cubi di materiale litoide, concessione poi prorogata nel 2022.
“Se quell’intervento era necessario – è stato osservato – non si
comprende perché analoghe operazioni non siano state estese agli
altri tratti del fiume che presentano le stesse criticità”.
Alla fine del 2025 la Sezione Edili ha predisposto una
proposta di legge regionale, presentata da un consigliere di
maggioranza e tuttora all’esame del Consiglio, che punta a
semplificare le procedure tornando a un sistema di concessioni
analogo a quello previsto dalla legge regionale del 1979. Per
Confapi, con l’avvicinarsi della stagione autunnale aumenta il
rischio che gli alvei ostruiti da sedimenti e vegetazione
provochino esondazioni. L’associazione chiede infine di
riunificare le competenze autorizzative oggi divise tra i
Dipartimenti regionali Infrastrutture e Ambiente e di accelerare
l’iter della proposta di legge.
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Fonte Ansa.it