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CallMat: Lomuti, 350 famiglie non sono un fascicolo da archiviare ad agosto

“Non voglio che il mese di agosto
passi sopra la vertenza CallMat come se fosse una pratica
sospesa. Non è un fascicolo che si può archiviare ad agosto”.
    Così, in una nota, l’onorevole Arnaldo Lomuti (M5S), ricordando
che “a Matera ci sono oltre 350 lavoratrici e lavoratori che da
più di due anni vivono appesi a un calendario deciso da altri, e
che in queste settimane hanno visto svanire l’unico strumento
concreto messo in campo per il loro futuro. Hanno imparato a
riconoscere la differenza tra un impegno e un annuncio, e non
meritavano di riceverne un altro”.
    “L’avviso pubblico della Regione Basilicata, sei milioni per
il reimpiego di quel personale più quattro milioni legati ai
progetti con l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato – spiega
il parlamentare – è andato deserto. Non una sola candidatura. E
il tavolo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy si è
chiuso senza alcuna soluzione, se non un’ulteriore proroga dei
volumi da parte di Tim: l’ennesimo rinvio presentato come un
risultato. La Regione ci spiega che non si tratta di un punto di
arrivo ma di una fase di un percorso più ampio. È una formula
che serve a guadagnare tempo, non a restituirlo a chi lo sta
perdendo. Quando un’amministrazione mette sul tavolo dieci
milioni di euro e nessun imprenditore si presenta, il problema
non sono le risorse: è lo strumento. Del resto è la Regione
stessa ad ammettere che le imprese contattate non erano in
condizione di rispettare le tempistiche previste, né di
assorbire l’intera platea. Significa che quel bando è stato
costruito senza misurarsi con la dimensione reale del problema
che doveva risolvere. Dopo due anni, questo non è un
inconveniente tecnico: è il fallimento di una politica
industriale che non c’è mai stata, e chi lo ha firmato deve
risponderne”.
    “Nel frattempo – prosegue Lomuti – le misure di tutela
arrivano, nella migliore delle ipotesi, a dicembre. Sono quattro
mesi. Dentro quei quattro mesi ci sono affitti, mutui, figli che
tornano a scuola, e c’è una città che da quel bacino
occupazionale non può prescindere senza pagarne il conto per
anni. Nessuno, in Regione, ha ancora spiegato che cosa dovrebbe
accadere a gennaio. Anche il Governo ha smesso di essere un
osservatore neutrale in questa vicenda. Un Ministero che si
limita a registrare il fallimento altrui e a rinviare la
convocazione successiva non sta mediando, sta accompagnando la
vertenza verso l’esaurimento. Alla ripresa dei lavori
parlamentari chiederò che il tavolo non venga genericamente
spostato a dopo l’estate, ma convocato con una data certa e con
l’obiettivo dichiarato di chiudere questa vertenza, non di
aggiornarla ancora una volta. E chiederò conto, atto per atto,
di come sono stati impiegati questi due anni. Alle lavoratrici e
ai lavoratori di CallMat voglio dire una cosa sola, e senza
retorica: non siete un fascicolo che si può archiviare ad
agosto. La vostra vertenza non si ferma perché si fermano le
istituzioni. Io ci sono, e continuerò a esserci finché non ci
sarà una risposta”, conclude il deputato eletto in Basilicata.
   
   

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Fonte Ansa.it

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