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Stellantis: sentenza Cassazione,pagare i permessi elettorali

(ANSA) – LANCIANO, 11 LUG – Un contratto collettivo di
lavoro non può stravolgere la legge; con tale motivazione la
Suprema Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della
Sevel/Fca Italy, ora Stellantis Europe Atessa, condannata per
non aver pagato i permessi elettorali nel 2014. Già nel gennaio
del 2019 la Corte D’Appello de L’Aquila aveva respinto il
ricorso della Sevel contro la sentenza del Tribunale di Lanciano
in cui l’azienda era stata condannata per non aver pagato i
permessi elettorali a lavoratori impegnati nei seggi elettorali
come rappresentanti di lista nelle elezioni Europee, Regionali e
Comunali del 2014. Il ricorso è stato patrocinato da USB lavoro
privato rappresentato dall’avvocato Enrico Raimondi del foro di
Chieti. Il 10 luglio scorso la Cassazione, presieduta da Adriana
Doronzo, ha respinto il ricorso di Sevel/Fca Italy ritenendo i
motivi infondati o del tutto infondati ed ha confermato
integralmente quanto stabilito dal Giudice del lavoro di
Lanciano; cioè che una contrattazione aziendale non può
introdurre una deroga in pejus rispetto alla legge, che in
sostanza afferma il rapporto gerarchico fondato
sull’inderogabilità della norma legale da parte del contratto
collettivo. In linea generale il contratto collettivo non può
peggiorare i livelli di trattamento e le condizioni stabilite
direttamente dal Legislatore. Dunque l’accordo sindacale
esistente tra Sevel e i sindacati Fim – Cisl, Uilm – Uil, Fismic
e Ugl, contro l’assenteismo elettorale e contro i lavoratori
impegnati nei seggi, per cui fu disposta la chiusura dello
stabilimento nei giorni 26,27 e 28 maggio 2014 e i successivi
recuperi produttivi, non poteva essere applicato a tutti i
lavoratori e che ai lavoratori impegnati come rappresentanti di
lista dovevano essere concessi i giorni di riposo spettanti per
legge ed essere regolarmente pagati. Per Romeo Pasquarelli,
responsabile USB Lavoro Privato Abruzzo e Molise: “Ringraziamenti particolari vanno a Fabio Cocco, ai tempi dei
fatti Responsabile USB lavoro privato e promotore del ricorso,
all’avvocato Raimondi, nonché ai lavoratori che hanno deciso di
farsi rappresentare da USB per la tutela dei propri diritti. Si
chiude una vicenda che ci ha visto ancora una volta dalla parte
della ragione ed è stata ristabilita giustizia contro un abuso
aziendale e avvallato dai sindacati firmatari del CCSL”. (ANSA).
   

Fonte Ansa.it

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