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Lavoro: Uil Abruzzo, dati preoccupanti andamento demografico

(ANSA) – PESCARA, 01 MAG – Il segretario generale Uil Abruzzo
Michele Lombardo interviene sullo studio realizzato
dall’economista Aldo Ronci, sulla base dei dati Istat e Svimez,
sull’andamento demografico, sull’occupazione e sull’apparato
produttivo dell’Abruzzo.
    Lo studio evidenzia innanzitutto che negli ultimi 20 anni
l’andamento demografico della regione ha subito una decrescita –
del 4,23% dal 2013 al 2021 – , il doppio rispetto al trend
nazionale.
    “L’Abruzzo continua a perdere popolazione, soprattutto nelle
aree interne – commenta il segretario regionale Uil Michele
Lombardo -. Da questo dato preoccupante nasce la necessità di
poter costruire degli interventi di natura straordinaria nelle
aree interne che possano consentire un nuovo percorso di
crescita economica e sociale, tale da poter invertire questa
tendenza negativa. È del tutto evidente che le nostre aree
interne sono quelle che stanno soffrendo maggiormente la crisi,
prima quella pandemica poi quella legata alla guerra. È un tema
antico quello di far recuperare ai territori interni il gap che
c’è con il resto della regione sui temi del lavoro e del
sociale”.
    Non meno allarmante è il dato che si evince dalla dinamica
delle imprese, export e produttività. “Nello studio si prendono
a riferimento i maggiori settori produttivi della nostra
regione, dall’agricoltura all’industria alle costruzioni e ai
servizi – spiega Lombardo-. Il trend negativo degli ultimi 20
anni per questi settori ci preoccupa. La perdita del valore
aggiunto che il nostro apparato produttivo ha avuto rispetto al
resto del Paese, deve farci riflettere su come noi possiamo dare
un segnale positivo al nostro sistema produttivo”.
    E poi c’è il dato dell’occupazione che decresce (-1,23 % tra
il 2013 e il 2021) in controtendenza rispetto all’andamento
nazionale. “Anche sull’occupazione non abbiamo la crescita che
dovremmo avere – commenta il segretario regionale Uil – dobbiamo
lavorare per invertire questa tendenza”.
    “Chiediamo – aggiunge – che le risorse della nuova
programmazione 2021/27, che ammontano a 1 miliardo e 80 milioni
di euro di fondi strutturali europei, peraltro triplicati
rispetto alla precedente programmazione, vadano a finanziare progetti che siano in grado di riequilibrare il nostro
territorio regionale tra le aree interne e il resto della
regione. Tra i più necessari ci sono gli interventi sulle
infrastrutture, come la messa in sicurezza della A24 e A25,
l’allargamento e messa in sicurezza della A14 e l’avvio
dell’alta velocità e capacità della linea ferroviaria Pescara
Roma”. (ANSA).
   

Fonte Ansa.it

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