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Giornata mondiale del malato, a Teramo confronto su cura e prossimità

Una mattinata di riflessione e
confronto si è svolta oggi nell’aula convegni dell’ospedale di
Teramo, in occasione della XXXIV Giornata mondiale del malato,
che si celebrerà ufficialmente l’11 febbraio. Il convegno “La
compassione del samaritano: una nuova cultura della salute nel
territorio” ha rappresentato un momento di dialogo sui temi
della cura e della prossimità, con la partecipazione del
direttore generale della Asl, Maurizio Di Giosia, del vescovo
della diocesi di Teramo-Atri, Lorenzo Leuzzi, rappresentanti del
mondo sanitario, ecclesiale, accademico, degli ordini
professionali e del volontariato socio-sanitario.
    Un confronto articolato sul valore della compassione come
dimensione essenziale della relazione di cura e sul ruolo di una
sanità capace di coniugare competenza professionale, attenzione
alla persona e integrazione dei servizi nel territorio. È stato
richiamato il messaggio del Santo Padre in merito al tema della
giornata e particolare attenzione è stata rivolta al ruolo della
Asl e degli ordini professionali nella sanità territoriale,
nonché al valore della formazione degli operatori. “Il malato
non è un numero, ma una persona con una storia, con relazioni e
bisogni che vanno oltre la dimensione clinica. Umanizzare la
cura significa unire competenza professionale ed empatia,
tecnologia e ascolto, efficacia clinica e vicinanza umana – ha
dichiarato Di Giosia – La medicina di prossimità non è solo
infrastruttura e tecnologia, ma movimento, rete, ascolto e cura
integrata, capace di ridurre la pressione sugli ospedali e
rispondere ai bisogni reali dei cittadini”.
    “Curare sempre, guarire se possibile”, con questa frase Il
vescovo Leuzzi ha sintetizzato in chiave moderna, il significato
della parabola del Buon Samaritano: “E’ la prospettiva di
rilancio della progettualità in tema di sanità. La società ha
bisogno di un potenziamento della medicina territoriale, anche
in una prospettiva legata alla prevenzione. Fa piacere aver
raccolto oggi una grande disponibilità degli operatori sanitari
a condividere questa prospettiva, che racchiude il messaggio del
Papa. Tutto questo per fare in modo che nessuno sul territorio
si senza solo, che ognuno possa vivere il proprio cammino con
grande speranza e senza sentirsi abbandonato”.
    Ha portato i saluti anche il sindaco di Teramo, Gianguido
D’Alberto. Accanto ai contributi dei rappresentanti degli ordini
professionali e alle testimonianze del mondo del volontariato,
di associazioni ed enti che operano nel sociale e di malati, si
sono susseguite le relazioni di don Giorgio Dragoni sul
messaggio del Papa per la Giornata mondiale del malato, di
Eleonora Sparvieri, responsabile della Uosd Assistenza
domiciliare integrata dell’azienda sanitaria di Teramo e di
Massimo De Martiniis, docente all’Università dell’Aquila e
direttore della Uoc Lungodegenza di Giulianova sull’importanza
della formazione universitaria degli operatori.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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