
(ANSA) – PESCARA, 25 MAG – “In questo momento, secondo le
stime, per tre persone con una polmonite da Covid-19 ce ne sono
altre 97 positive al virus, ma asintomatiche. Alcuni di questi
casi vengono diagnosticati, altri circolano liberamente. Con i
vaccini, la base dei soggetti infetti sicuramente si riduce, ma
in termini percentuali aumenta il numero degli asintomatici.
Proprio per questo nonostante con il caldo i numeri si abbassino
e nonostante la campagna vaccinale, il rispetto delle regole
comportamentali rimane fondamentale anche durante l’estate”. Lo
dice all’ANSA il virologo Paolo Fazii, direttore del laboratorio
della Asl di Pescara e membro del Gruppo tecnico scientifico
regionale (Gtsr) dell’Abruzzo.
“La vaccinazione – sottolinea l’esperto – non deve
rappresentare un alibi: con il vaccino si può essere vettori del
virus senza sviluppare la malattia o ci si può ammalare in forma
lieve, ma si è comunque contagiosi. Anche se i dati disponibili
non ci danno ancora un’idea dei numeri, gli studi dimostrano che
c’è un gruppo limitato di soggetti che, seppur vaccinati, si
infettano, per un numero inferiore di giorni rispetto alle
persone senza copertura vaccinale. Di conseguenza, in termini
percentuali gli asintomatici possono essere più di prima, anche
se il virus circola meno”.
Il virologo ricorda che, nei periodi freddi, il 70-80% degli
infetti è asintomatico, il 20% circa presenta sintomi lievi e il
5% mostra sintomi acuti, cioè la polmonite. Tali percentuali
cambiano in modo significativo nei mesi estivi: il 95-97% è
asintomatico, il 2% ha sintomi lievi e meno dell’1% ha sintomi
acuti.
“Al momento in Abruzzo la situazione è assolutamente
favorevole. Siamo nella parte finale della coda dell’onda e
andiamo incontro ad un periodo sereno. Durante l’estate i numeri
scenderanno e avremo pochi casi di malattia grave. Ma il virus,
nei mesi caldi, attraverso gli asintomatici si traghetta fino al
periodo caratterizzato da condizioni climatiche per lui più
favorevoli. Proprio per questo – conclude Fazii – i vaccini non
devono rappresentare un alibi e il rispetto delle regole deve
caratterizzare i nostri comportamenti”. (ANSA).
Fonte Ansa.it