
(di Lorenzo Dolce) Coccodrilli in un laghetto per
tutelare i pesci dagli attacchi dei cormorani: succede a
Montesilvano, al Sakura Lake, ma non si tratta di veri
alligatori, bensì di una riproduzione con motore finalizzata a
testare un sistema di dissuasione. L’iniziativa è
dell’associazione ‘Nuovo Saline’, che ha lanciato il progetto di
ricerca Cormoshield, “il primo in Europa nel suo genere”.
Appurato che l’uccisione dei cormorani non rappresenta una
soluzione, lo scopo del progetto è trovare una soluzione che
consenta di allontanarli. L’idea, infatti, è quella di studiare
un sistema di dissuasione che non disturbi le altre specie
aviarie, che sia in linea con la normativa del settore,
ecocompatibile e gestibile da chiunque, anche da chi non ha
competenze di tipo zoologico. Gli esperti dell’associazione
hanno studiato quali sono, nei loro paesi di origine, i
predatori dei volatili e proprio per questo si è scelto di
partire con gli alligatori. Anche se, in realtà, i coccodrilli
rappresentano solo il 5% dei sistemi che verranno testati e
valutati nell’ambito del progetto.
Le riproduzioni sono realizzate in vetroresina e sono dotate
di motore – lo stesso usato sulle barche giocattolo – per
consentire il nuoto radiocomandato. Ora si inizierà a studiare e
a raccogliere i dati sugli effetti. La dissuasione dei
cormorani, infatti, non è semplice: si stima che tali sistemi,
vista l’intelligenza dell’uccello acquatico, abbiano una durata
di 48 ore, perché poi gli esemplari si rendono conto che non c’è
un vero pericolo. L’idea è quindi quella di usare decine di
sistemi diversi da alternare.
Per portare avanti il progetto di ricerca Cormoshield, che al
momento è nella fase embrionale, l’associazione ha lanciato una
raccolta fondi. Se il progetto dovesse dare i risultati sperati,
i sistemi di dissuasione potrebbero diventare un punto di
riferimento in laghi e fiumi a livello internazionale. “La grande voracità del cormorano e la spiccata predilezione
per i bacini di allevamento del pesce – spiega il tecnico
ambientale Gianluca Milillo, presidente di Nuovo Saline – ha
giustificato in passato una forte pressione venatoria che,
anziché limitare questa specie, non ha fatto altro che
amplificarne la struttura. La colonizzazione in Europa, in
particolare in Italia, è stata quindi graduale e le popolazioni
attualmente sono in fortissimo incremento. La sua capacità
predatoria sta portando danni per milioni di euro al comparto
delle riserve ittiche, laghi di pesca sportiva, allevamenti e
riserve naturalistiche. Lo scopo del progetto è creare strumenti
in grado di ingenerare uno stato di paura che possa allontanare
i cormorani da zone sensibili”.
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Fonte Ansa.it