
Ottantadue anni dopo la strage, i
nomi dei 67 internati politici assassinati dalle Ss al poligono
di tiro di Cibeno il 12 luglio 1944 sono stati scanditi dai
familiari al Campo di Fossoli, a Carpi, per la cerimonia di
commemorazione. Si tratta della più grave strage di civili
compiuta all’interno di un campo di concentramento italiano
durante la Seconda guerra mondiale: le vittime provenivano da 27
province, sette avevano meno di vent’anni.
“Perché questa strage? Perché nella lista furono inclusi
proprio questi uomini, e non altri? Fu solo per rappresaglia o
si innestano altre cause?”, ha chiesto la presidente della
Fondazione Fossoli Manuela Ghizzoni, annunciando che otto
storici coordinati dal professor Pezzino stanno lavorando alla
risposta, i cui frutti saranno presentati alla cerimonia del
prossimo anno.
Il sindaco di Carpi Riccardo Righi ha ricordato che “le
tragedie della storia non iniziano mai con la violenza. Iniziano
molto prima, quando si smette di riconoscere nell’altro una
persona, quando il diverso diventa un nemico, quando il
linguaggio dell’odio sostituisce quello del confronto”. E ha
concluso: “Essere qui oggi non significa soltanto commemorare,
ma assumere un impegno”.
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Fonte Ansa.it