
L’Umbria si caratterizza per una
forte presenza di strutture residenziali (otto posti per 10.000
abitanti) e semiresidenziali, con una prevalenza elevata
(214,1): l’aumento della pressione sui servizi di salute mentale
delle regioni italiane, soprattutto tra adolescenti e giovani, è
al centro dall’analisi dei contributi delle sezioni regionali
della Sip, presentate questa mattina alla conferenza nazionale
delle sezioni regionali della Società italiana di psichiatria,
in corso a Roma. I numeri evidenziano un quadro molto
differenziato in Italia.
Sempre in Umbria – riferisce una nota della Sip – si osserva
un ricorso ai Tso molto superiore alla media (2,2 vs 0,9) e una
buona disponibilità di personale (77,8), ma con criticità nella
gestione ospedaliera. “La rete regionale dei servizi di salute
mentale rappresenta un patrimonio importante che deve essere
ulteriormente valorizzato” commenta Patrizia Moretti, referente
regionale della Sip e professore aggregato di psichiatria
all’Università di Perugia. “I dati mostrano – sottolinea – una
buona capacità di presa in carico e una presenza significativa
di strutture dedicate, ma confermano anche la necessità di
continuare a investire nell’integrazione tra i diversi livelli
assistenziali e nella continuità dei percorsi di cura, per
garantire risposte sempre più efficaci ai bisogni delle persone
e delle loro famiglie”.
Dalla conferenza nazionale delle sezioni regionali della
Società italiana di psichiatria emerge anche una proposta
operativa con le indicazioni provenienti dalle realtà locali:
l’istituzione di una conferenza permanente delle Regioni per
monitorare i problemi e i servizi, per definire gli interventi
immediati e quelli programmabili.
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Fonte Ansa.it