
Trenta milioni di
euro per accompagnare la transizione green della filiera
bufalina della Piana del Sele e oltre 30 soluzioni tecnologiche
individuate per ridurre emissioni, costi energetici e sprechi. È
il contenuto del progetto “Filiere sostenibili della Piana del
Sele. Filiera Bufalina”, promosso da Fondazione Symbola insieme
a BCC Campania Centro, BCC Capaccio Paestum e Serino e BCC Magna
Grecia, con il coinvolgimento di Coldiretti Campania e
Confagricoltura Salerno. L’accordo per l’attivazione del plafond
è stato firmato oggi a Salerno. Le risorse, messe a disposizione
a tassi agevolati dalle tre banche di credito cooperativo,
serviranno a sostenere gli investimenti delle imprese
nell’adozione di tecnologie in grado di migliorare l’efficienza
dei processi produttivi e valorizzare i sottoprodotti della
filiera. “Il riconoscimento dell’Unesco alla cucina italiana
certifica un vantaggio competitivo fatto di cultura, saperi,
territori e comunità che va preservato come investimento sul
futuro”, afferma il presidente della Fondazione Symbola, Ermete
Realacci. “Puntare sulla sostenibilità significa aiutare questo
tessuto imprenditoriale a diventare più autosufficiente e
competitivo”. Il rapporto presentato oggi mappa soluzioni già
disponibili sul mercato per favorire la decarbonizzazione del
comparto: dalla microirrigazione ai sistemi di recupero e
riutilizzo delle acque reflue, dalle tecnologie di sanificazione
a base di ozono agli impianti agrivoltaici, fino alle pompe di
calore ad alta efficienza, ai sistemi di refrigerazione a basso
impatto ambientale e agli impianti di biogas e biometano per la
valorizzazione di letame, liquami, siero e latticello. “Oggi è
il momento di trasformare le analisi e le prospettive emerse in
azioni concrete”, sottolinea Camillo Catarozzo, presidente di
BCC Campania Centro. “Le innovazioni individuate e il plafond da
30 milioni vogliono offrire alle imprese strumenti reali per
affrontare la transizione ecologica”. La filiera bufalina
rappresenta uno dei principali asset agroalimentari del
territorio. In Italia si contano circa 435mila capi bufalini,
pari al 95% del patrimonio europeo; circa il 70% è allevato in
Campania. La Piana del Sele concentra oltre il 25% degli
allevamenti regionali e il 30,8% dei capi presenti nella
regione. “La sfida è trasformare le opportunità individuate in
investimenti concreti e diffusi”, evidenzia Rosario Pingaro,
presidente di BCC Capaccio Paestum e Serino. “Occorre mettere a
disposizione delle imprese conoscenze, strumenti finanziari e
soluzioni innovative capaci di accrescere sostenibilità ed
efficienza”. Per Pasquale Lucibello, vicepresidente vicario di
BCC Magna Grecia, accompagnare l’evoluzione della filiera verso
modelli più sostenibili significa “promuovere la competitività
delle imprese e la tenuta sociale ed economica di un territorio
che in questa eccellenza riconosce una componente essenziale del
proprio futuro”. Secondo Andrea Prete, presidente di Unioncamere
e della Camera di commercio di Salerno, “non esiste crescita di
lungo periodo senza la capacità di coniugare sviluppo economico
e salvaguardia dell’ambiente”. La chiave della competitività
futura, aggiunge, risiede “nell’accelerazione della doppia
transizione, ecologica e digitale”. Il progetto “Filiere
sostenibili della Piana del Sele”, avviato nel 2024, dopo un
primo studio dedicato alla IV Gamma concentra ora l’attenzione
sul comparto bufalino con l’obiettivo di trasformare la
sostenibilità in una leva di innovazione e competitività per una
delle eccellenze del Made in Italy.
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Fonte Ansa.it